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Clic non validi: la checklist. #OKDisplay

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Dopo aver visto nei precedenti articoli sui Clic Non Validi, sul traffico fraudolento, sulla gestione da parte dell’Ad Traffic Quality Team, sulle procedure operative di prevenzione e contenimento del traffico non valido, sull’analisi dei log del server e relativi misunderstanding, sulla codifica automatica, sulle fluttuazioni “normali”, sulle fluttuazioni correlate a fattori esterni, proviamo adesso a capire come identificare le cause di un improvviso aumento di traffico.

 

In particolare la checklist si compone dei seguenti controlli di:

  • modifiche nell’account;
  • modifiche nelle campagne;
  • rapporto tra clic e impression nel tempo;
  • cronologia account per budget, CPC o altri cambiamenti;
  • parole chiave o target che attivano gli annunci;
  • rapporto dei clic non validi;
  • tendenze, attraverso Google Trend;
  • eventi, attraverso Google News.

 

Invece di concentrarsi soltanto sul numero di clic è opportuno spostare l’attenzione sul ROI ovvero sul ritorno dell’investimento: se all’aumento dei clic corrisponde anche un incremento delle conversioni allora la fluttuazione di traffico deve tutt’altro che spaventare.

 

Attraverso il monitoraggio delle conversioni di AdWords o il tracking di Google Analytics sarà inoltre possibile valutare in modo scientifico come l’incremento di traffico ha impattato sui normali ratio di conversione.

 

Prima di spaventarsi per anomali incrementi di traffico dunque è necessario considerare tutte le possibili motivazioni e valutare anche in che modo l’aumento di traffico incide con il normale funzionamento delle proprie campagne.

 

Un suggerimento sempre valido è quello di considerare e attenzionare il CTR o comunque il tasso di interazione in modo da identificare sorgenti di traffico non performanti: quando le impression o le visualizzazioni sono particolarmente numerose ma ad esse non corrisponde un congruo numero di clic allora è opportuno escludere quell’elemento di targeting.

 

Anche se l’offerta fosse di tipo CPC, a lungo andare, targeting con CTR troppo basso incidono negativamente sull’account e generano inutilmente “rumore”.

 

Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.