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Costo Per Clic Ottimizzato (CPCO). #OKDisplay

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Se in un precedente articolo abbiamo introdotto le strategie di offerta sulla Rete Display, per poi affrontare le offerte Costo per Clic, le offerte Costo Per Mille impressioni visualizzabili e quelle Costo Per Acquisizione (CPA) Target, in questo ci concentreremo sulle offerte Costo Per Clic Ottimizzato (CPCO).

 

Se l’obiettivo della campagna è quello di generare traffico ma al tempo stesso di cercare di selezionare il traffico che abbia la maggior probabilità di compiere delle conversioni, la funzione di offerta costo per clic ottimizzato (CPCO) è la soluzione più indicata.

 

Questa funzione, infatti, aumenta l'offerta per tutti quei clic che sembrano avere maggiori probabilità di generare una vendita o una conversione di altro tipo sul sito web: in questo modo è possibile trarre il massimo profitto dal budget pubblicitario stanziato mantenendo alti livelli di traffico e generando più conversioni possibili.

 

Il sistema determina quali sono gli utenti e i posizionamenti che hanno maggior probabilità di originare una conversione e, compatibilmente con il budget stabilito, cerca di concentrarsi su questi aumentando le offerte relative.

 

Questa funzione di offerta, dunque, identifica le aste degli annunci che offrono maggiori probabilità di generare una conversione e aumenta l'offerta CPC max fino a un massimo del 30% (dopo aver applicato gli eventuali aggiustamenti delle offerte impostati) per avere maggiori possibilità di aggiudicarsi tali clic oppure abbassa il CPC max anche oltre il 30% se determina che una conversione è alquanto improbabile.

 

In questo modo è possibile pagare di più solo i clic che generano più conversioni e di meno quelli che non hanno la stessa capacità: questo spiega anche il fatto che è possibile che nei rapporti di Adwords possano comparire anche dei CPC medi superiori ai CPC Max.

 

Poiché il monitoraggio delle conversioni è un elemento fondamentale che viene utilizzato in questa attività di prospecting dei clic più redditizi è opportuno che sia correttamente configurato e, in particolare che :

  • sia impostata una conversione per clic per le azioni che generano un unico valore come, ad esempio, la registrazione di un lead;
  • siano consentite delle conversioni multiple per singolo clic quando il valore può essere multiplo come nel caso delle vendite online.

 

CPCO ha alcuni elementi in comune con CPA target ma, sebbene in entrambe le strategie, le conversioni costituiscano un elemento fondamentale, CPCO e CPA target rappresentano decisamente due soluzioni abbastanza diverse tra loro: mentre il primo rappresenta, di fatto, un mero e automatico (e quindi confortevole) aggiornamento di un CPC Max impostato, il secondo non richiede la presenza di nessun CPC Max ma di un costo massimo di acquisizione e, per questo motivo, offre maggiori probabilità di migliorare i risultati.

 

Entrambi utilizzano il monitoraggio delle conversioni, prevedono un tasso di conversione per ogni asta e mettono a punto le offerte per conquistare i clic più interessanti ma:

  • CPCO funziona con tutte le impostazioni della campagna e offerte CPC max, può aumentare le offerte fino a un massimo del 30% o ridurle ed è compatibile con sistemi di offerta di terze parti;
  • CPA target si basa su un costo impostato manualmente, ha piena libertà di impostare l’offerta CPC per ogni asta e non gode di piena compatibilità con soluzioni di gestione delle offerte basate su API.

 

Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.

Commenti
da Simo Paciarelli
in data ‎21-02-2017 18:40

Ciao Bio chiarissimo ed utile come sempre.

Due domande, se si possono fare qui:

 

a- Nel caso avessi impostato più conversioni (es. richiesta contatto, acquisto effettuato, visualizzazione pagine Y) totale tre conversioni impostate. Le strategie che tengono conto delle conversioni su quale delle tre conversioni si baserà? Su quella in cui ho impostato "includi in conversioni"? Nel caso in cui le avessi impostate tutte e tre con "includi in conversioni"?

 

b- Dall'alto della vostra esperienza, quanto sono affidabili questi aggiustamenti che Google fa per favorire la conversione?

 

Grazie

Simo

da mbiagiotti Collaboratore Principale
in data ‎22-02-2017 13:29

Ciao @Simo Paciarelli,

 

le strategie di offerta automatica come il costo per clic ottimizzato (CPCO) ma anche il costo per acquisizione (CPA) target e il ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS) target utilizzano i dati nella colonna "Conversioni" per ottimizzare le offerte: quindi quelle che includi in questa colonna sono le conversioni che vengono prese in considerazione per l'offerta CPCO.

 

Quindi se ne includi più di una il sistema dovrebbe considerarle tutte.

 

Poiché i sistemi di ottimizzazione di AdWords puntano a massimizzare il ROI penso che l'attribuzione di un corretto valore alle singole conversioni possa rappresentare un elemento fondamentale per determinare quale conversione cercare di "comprare" e a quale prezzo.

 

Quindi dal basso della mia esperienza i sistemi sono affidabili soprattutto se vengono configurati alla perfezione ovvero:

- coversioni "sensate";

- valorizzazioni della conversione adeguata;

- numero di dati alto (molto più alto di quello "minimo" richiesto dal sistema.

 

Ciao,

Marco

 

da Simo Paciarelli
in data ‎22-02-2017 14:39

perfetto sei stato chiarissimo.

 

Quindi mi consigli, o di NON mettere le micro conversioni nella colonna "includi in conversioni" oppure, se decidessi di metterle, assegnare un valore pari a 1 che sarà, per forza di cose, sempre minore ad una macro conversione come una vendita che avrà un valore molto piu alto (valore del prodotto).

 

 

da Simo Paciarelli
in data ‎01-03-2017 16:10

Rettifico l'ultimo messaggio lasciandolo.

 

 

Forse è necessario lasciare le microconversioni nella colonna "conversioni" proprio perchè sono quegli utenti che non hanno convertito ma si sono avvicinati (microconversioni).

 

Sbaglio?

 

Credo che di volta in volta ci siano microconversioni da lasciare nella colonna "conversioni" perchè adwords dovrebbe ottimizzare anche in base a queste..

 

Cosa pensate?

da mbiagiotti Collaboratore Principale
in data ‎01-03-2017 16:22

Indipendentemente dagli obiettivi che hai, l'incremento dell'offerta è più utile per quelli che fanno la "vera" conversione più che le microconversioni.

 

Ottimizzando anche per le microconversioni diciamo che dovresti aumentare il numero di "quelli che fanno qualcosa di interessante sul sito", quindi è una tua scelta. 

 

Riassumendo:

- con microconversioni avrai più traffico ma tasso di conversione (vera) più basso;

- senza microconversioni avrai meno traffico ma tasso di conversione (vera) più alto.

 

Senza dubbio quelli delle "microconversioni" andrebbero coperti anche da campagne di remarketing!

da Michi V
in data ‎19-10-2017 15:02

Buongiorno Bio, non mi trovo con le varie citazioni... qui tu citi un possibile aumento massimo del 30% rispetto al costo massimo impostato dall'inserzionista per una strategia CPCO, ma all'interno della giuda al seguente link

 

https://support.google.com/adwords/answer/2464964?hl=it&co=ADWORDS.IsAWNCustomer=false

 

trovo come indicazione la possibilità di un aumento da €1 impostato MAX a €1,7... significa ben il 70%!!!!

D'altronde, per aumentare la confusione, nelle slide di esame ho trovato la domanda relativa al possibile aumento rispetto al costo MEDIO per la strategia CPCO appunto... Ora partiamo a ragionare dal costo MAX impostato o dal costo MEDIO già considerato in base alle fluttuazioni tra MAX ed effettivo???? E in ogni caso i conti non tornano...infatti se si parla del 30% non ci siamo con l'esempio nella scheda preparazione all'esame e tanto meno con il quesito della slide dell'esame dove le voci risposta non erano compatibili con nessuna opzione di costo MEDIO ma eventualmente con una sola opzione rispetto a un cpc max impostato... DIfficile districarsi se non immaginando un qualche errore di traduzione e/o interpretazione.

Spero tu possa chiarire le mie perplessità!

Grazie

 

Michi

da Michi V
in data ‎19-10-2017 16:18

Buongiorno Bio, La stessa incongruenza presentata prima per il limite max addebitabile per il cpco la ritrovo in altre situazioni legate ale schede corso rispetto alle domande d'esame. Mi viene in mente lo "sconfino" rispetto al budget giornaliero che in alcune voci ho trovato indicato nel doppio, in altre nel 50% massimo. Forse c'è anhce qui un errata interpretazione della traduzione dei testi? Qual'è l'aliquota corretta?

Non faccio queste domande per sterile critica! Davvero non capisco quale dato tenere per buono!

Puoi aiutarmi?

da mbiagiotti Collaboratore Principale
in data ‎19-10-2017 18:11

Ciao, 

 

l'articolo è di febbraio... 8 mesi fa. 

 

Google cambia ogni giorno 😁

 

In linea di massima la guida inglese è la più aggiornata e conviene fare riferimento a quella. 

 

Per esempio dal 4 ottobre la pubblicazione eccessiva è arrivata al doppio del budget giornaliero. 

 

Cosa rispondere nei test di Google Partner? 

 

A questa domanda non so rispondere. 

 

Ciao, 

Marco