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Gestione Operativa dei Clic Non Validi. #OKDisplay

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Dopo aver visto nei precedenti articoli sui Clic Non Validi, sul traffico fraudolento e la gestione da parte dell’Ad Traffic Quality Team di Google (anche in collaborazione con istituzioni come Interactive Advertising Bureau, Media Rating Council e Trustworthy Accountability Group), attività involontarie e accidentali oppure intenzionali o addirittura fraudolente, cerchiamo adesso di capire come operativamente viene arginato il problema.

 

Google utilizza circa 100 sofisticati algoritmi per identificare il traffico non valido e, quando non risultano efficaci, il team “umano” interviene per risolvere i problemi.

 

Una volta che viene identificato un atteggiamento irregolare Google interviene sospendendo o disabilitando gli account non validi e eventualmente bloccando i pagamenti al publisher reo di non aver rispettato i requisiti richiesti dalla Rete Display di Google.

 

Quando necessario Google genera un credito dovuto ai rimborsi dei clic non validi agli inserzionisti: ciò può avvenire anche svariati mesi dopo l’accadimento del fatto.

Filtri automatici

Hanno lo scopo di evitare che il traffico non valido venga contabilizzato nell’account dell’inserzionista. I filtri sono quasi 200 e riescono a identificare una significativa quantità di traffico non valido. Basandosi su sistemi di machine learning tali filtri diventano ogni giorno più potenti.


Filtri in tempo reale

Evitano il traffico non valido prima che questo si concretizzi attraverso algoritmi che si basano su elementi in blacklist come ad esempio user agent, IP o altri elementi tecnici.

 

Filtri in tempo quasi reale

Consentono di rimuovere il traffico immediatamente dopo la sua realizzazione. Ciò avviene perché è stato impossibile bloccare preventivamente il traffico con la precedente tipologia di filtro. Molto spesso questo tipo di filtro funziona quasi subito ma può accadere, in taluni casi, che serva un tempo più lungo.

Rilevamento manuale

I casi anomali segnalati da inserzionisti o da procedure automatiche che non sono stati gestiti dai filtri precedentemente visti vengono analizzati manualmente da operatori umani. L’intervento umano è fondamentale in fase consuntiva ma è particolarmente interessante anche in fase preventiva: le rilevazioni umane, infatti, contribuiscono all’arricchimento dei filtri automatici.

Identificazione di botnet
Questa tipologia di intervento ha lo scopo di arginare il traffico inerente sofisticate attività tecniche fraudolente.

L’Ad Traffic Quality team si concentra, in questo contesto, con le sorgenti di traffico non umano che emergono a seguito di analisi specifiche volte proprio a isolare dei botnet che generano attività.


Sospensione e disabilitazione di account
La protezione degli inserzionisti spesso passa dalla sospensione o dalla disabilitazione dell’account di un publisher. Talvolta il traffico anomalo è generato a causa di un errore tecnico del publisher al quale viene data l’opportunità di correggere il problema mentre, in altri casi l’account è permanentemente disabilitato. Sebbene Google consenta un diritto d’appello per gli intestatari di account disabilitato, sono piuttosto rari i casi di riabilitazione.

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Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.