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Identificare il traffico non valido sul Server. #OKDisplay

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Dopo aver visto nei precedenti articoli sui Clic Non Validi, sul traffico fraudolento, sulla gestione da parte dell’Ad Traffic Quality Team e sulle procedure operative di prevenzione e contenimento del traffico non valido, cerchiamo adesso di capire come gli stessi inserzionisti possono rilevare e aiutare Google ad arginare il problema.


Il primo passo è sicuramente quello di comprendere in cosa consista il traffico non valido e come Google lo gestisce: una malattia può essere meglio curata se è ben conosciuta.

 

Ma al di là della pura conoscenza teorica è anche opportuno comprendere come questo fenomeno possa impattare sulla propria attività promozionale.

 

La comprensione di quale sia il peso del traffico pubblicitario sul proprio sito dovrebbe essere una priorità per ogni inserzionista indipendentemente dalla validità dei clic.

 

L’impiego delle funzionalità di autotagging, l’uso di sistemi di analisi del traffico (come Google Analytics) e, chiaramente, la reportistica di AdWords sono ottimi punti di partenza per valutare l’impatto delle inserzioni sugli accessi al sito.

 

Quando il traffico sembra subire cambiamenti significativi può essere opportuno analizzare più approfonditamente i log del server; i log del server, generalmente, consentono di accedere alle seguenti informazioni inerenti la richiesta da parte di un client:

 

  • IP;
  • Data e ora;
  • Risorsa richiesta (pagina, immagine, foglio di stile);
  • User Agente (informazioni su sistema operativo e browser);
  • Stato della richiesta;
  • Referrer (provenienza della richiesta).


Dall’analisi dei log server è possibile rilevare quali potrebbero essere gli accessi che hanno generato del traffico non valido: ad esempio accessi ripetuti dallo stesso IP o, con maggiore probabilità, accessi che risultano mostare uno stesso pattern di navigazione anche se provenienti da fonti molto diverse tra di loro.

Per identificare il traffico AdWords è possibile farlo con due modalità:

  1. Utilizzare in fase di configurazione delle pagine specifiche per AdWords come ad esempio landing-page-adwords.htm;
  2. Utilizzare il sistema di codifica automatica di AdWords che consente di aggiungere in modo automatico una variabile denominata "GCLID"; in questo caso sarà possibile identificare il traffico selezionando le sole righe contenenti tale variabile come ad esempio landing-page.html?gclid=HL98rhUddBJFU786GbhyUbhGU.


Chiaramente la seconda soluzione è più efficiente riduce le possibilità di errore.

 

Le righe “incriminate” sono delle informazioni particolarmente utili per le segnalazioni da inviare a Google.

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Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.