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La Venedetta dei Gclid - Star AdWords Ep. 3

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Una trasmissione da un remoto pianeta, giunge sulla piattaforma, priva di riferimenti completi. La sua decodifica è fondamentale per comprendere lo sviluppo della minaccia, che se non risolta, potrebbe compromettere il corretto funzionamento della campagna.

 

Gclid, questo (s)conosciuto
Il Gclid è un parametro che consente di codificare correttamente un clic proveniente da AdWords. Apparentemente nascosto, è facilmente visibile quando si clicca su un annuncio e si guarda sulla parte alta del browser, dove appare l'indirizzo.


Per attivare il gclid, è necessario configurare la codifica automatica da impostazioni account.

 

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La codifica invia informazioni al sistema di analisi, che così comprende la natura del clic.

 

Testing e funzionamento
Anche se è una procedura ormai dimenticata, è consigliabile [per chi è alle prime armi] verificare che il gclid funzioni correttamente sul proprio sito web.
Per fare questo test, è sufficiente inserire "?gclid=test" dopo l'indirizzo della Home Page del sito.
Per esempio, se il dominio è http://www.andreatesta.it, per testare la corretta tracciatura, è sufficiente inserire nella barra indirizzo del browser: http://www.andreatesta.it/?gclid=test.

 

Se richiamando la pagina, questa si apre correttamente, vuol dire che il sito web è in grado di ricevere le informazioni alfanumeriche del gclid.

Se la codifica automatica non viene attivata, il sistema di analisi riceverà i dati ritenendo il clic dal motore, un clic organico.

 

UTM URL
Nei casi in cui la codifica gclid non possa essere fatta, o se la sorgente di traffico deriva da altri motori, che pur avendo un sistema d'asta, non usano codifiche, si può ricorrere alla generazione di un UTM URL.

 

L'UTM URL, configura per esteso, la codifica alfanumerica del gclid, inviando al sistema di analisi i seguenti parametri: sorgente, mezzo, nome campagna, contenuto, parola chiave.

Per fare un esempio, se volessimo replicare il comportamento di un gclid relativo a una campagna AdWords, potremmo configurare l'URL in questo modo:
http://www.andreatesta.it/consulente-google-adwords/?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_term=consu...

 

Andando ad analizzare i riferimenti, scopriamo che:

  • Dominio: http://www.andreatesta.it/consulente-google-adwords/ > è l'indirizzo della landing page
  • Sorgente: google > il motore di ricerca dal quale arriva il clic
  • Mezzo: cpc > clic su annuncio a pagamento. Se fosse un clic organico, apparirebbe sul sistema di analisi come "organic"
  • Term (chiave): consulente adwords > è la chiave di ricerca che attiva l'annuncio
  • Content: consulente > è riferibile generalmente al gruppo annunci
  • Campaign: nuovi clienti > è il nome della campagna

Fine dell'episodio
Codificare le sorgenti di ingresso è fondamentale. Soprattutto perché AdWords non è uno strumento stand-alone e ha quindi bisogno di mostrare sempre al sistema di analisi le sue coordinate, per funzionare correttamente.


Pensare che un clic sull'accettazione del monitoraggio automatico, risolve completamente la mancanza di dialogo con AdWords, rende tutto più semplice.

 

Spin-off
Verifica del funzionamento della codifica automatica di AdWords

Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.

Commenti
da Lorenzo R
in data ‎22-06-2016 18:43

Grazie Andrea, chiaro e utile come sempre!

 

Mi chiedevo una cosa: come consiglieresti di fare se volessi registrare come campi nascosti su un form a cui faccio puntare annunci AdWords e altri canali le info passate nel parametro glcid?

 

Grazie,

Lorenzo

da Andrea Testa Collaboratore Principale
in data ‎22-06-2016 22:06

Ciao Lorenzo,

non ho ben capito la domanda.

Se il sito riceve e legge il Gclid o l'UTM ed è collegato ad Analytics e la form invia i dati con "GET" il sito web genera sulla pagina di ringraziamento un URL parlante che contiene i dati e si porta dietro [comunque] sorgente/mezzo di accesso.

Quindi o non ho capito la domanda o se colleghi Analytics lo vedi già... a meno che la form non mandi a un URL esterno.

In questo caso l'unico modo per passare i dati (a parte il monitoraggio multidominio) potrebbe essere modificare gli URL negli annunci usando un comando "value track": https://support.google.com/adwords/answer/2375447?hl=it

In questo modo il value track inserisce i parametri nell'URL e possono essere inseriti come campi nascosti nella form.

 

@filtro che ne pensi?

 

Andrea

da Lorenzo R
in data ‎24-06-2016 15:09

Ciao Andrea, grazie.

 

Scusa forse non mi sono spiegato benissimo: se utilizzo link con parametri UTM, via javascript posso registrare la provenienza delle submissions nei form. In tutto questo mi resta fuori organico e diretto, e va beh.

Se Adwords ha il parametro glcid, mi chiedevo come fare a catturare google, cpc, campagna (se non anche gruppo e/o keywords) senza avere user ID su Google Analytics.

Guardo meglio il Value Track che segnali, che mi pare sulla strada giusta.

 

Grazie ancora!

Lorenzo

da Andrea Testa Collaboratore Principale
in data ‎24-06-2016 18:23

Ok capito capito!

Si il value track è sicuramente una soluzione!

 

Andrea

da filtro
in data ‎25-06-2016 07:54

Potete aggiungere senza alcun problam i parametri utm che preferisci, con valuetrack o meno.

il tuo form prenderà i valori utm come qualunque altra fonte di traffico, google analytics userà il gclid.

Fil

da Fabio P
in data ‎10-11-2016 10:42
Ciao Andrea, dal momento che sto utilizzando la Codifica Manuale, avrei una domanda sulla Codifica Automatica. Nel mio caso specifico utilizzavo gli UTM per identificare sulla URL finale dei miei annunci AdWords alcuni parametri che per me erano fondamentali. Es. http://www.nomesito.it/landing-page/?utm_source=136&utm_medium=531&utm_campaign=BC_Generico&utm_term... In pratica i seguenti codici identificavano quanto segue: 136 = nome fornitore che gestisce adwords 531 = adwords BC_Generico = nome della Campagna keyword = parola chiave che ha attivato l'annuncio 343 = nome landing page Questo perché i dati raccolti vengono poi elaborati da un CRM interno. Le domande sono: 1) Se passo alla codifica automatica ed alla URL viene attribuito un codice "gclid" come faccio ad avere tutti i dati che mi necessitano? 2) Posso impostare io un Codice gclid in modo tale che sia poi il programmatore a estrapolare i dati che per me sono importanti? Grazie mille, Fabio
da Andrea Testa Collaboratore Principale
in data ‎10-11-2016 10:52

Il gclid passa i parametri ad Analytics, quindi i "suoi" dati li vedi in acquisizione > AdWords. Nel tuo caso specifico, se vuoi i dati AdWords ordinati, puoi comunque mettere il gclid, mantenendo però sempre l'UTM. Si fa spesso proprio per accontentare il CRM... Smiley Felice

 

Andrea

da Fabio P
in data ‎10-11-2016 11:13
Grazie Andrea, quindi scusa provo a riepilogare per vedere se ho ben capito. Mi consigli intanto di passare alla Codifica Automatica e lasciare l'UTM così com'è composto? http://www.nomesito.it/landing-page/?utm_source=136&utm_medium=531&utm_campaign=BC_Generico&utm_term... Il gclid di fatto lo inserisce Google in automatico giusto? Scusami ma essendo delicato come argomento credo sia facile perdersi. Grazie, Fabio
da Andrea Testa Collaboratore Principale
in data ‎10-11-2016 13:59

Esatto!

Se vuoi fare una prova per vedere se tutto funziona, metti in fondo al tuo URL: &gclid=test

 

Andrea