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Pubblicità Display e Opinione Pubblica. #OKDisplay

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La Pubblicità Display è un fenomenale strumento di Awareness e come tale è in grado di incidere nel percorso d’acquisto degli utenti nel momento in cui si formano le decisioni, anche quelle più importanti.

 

Se un prodotto, un servizio, un’informazione o un bisogno non sono ancora conosciuti, grazie alla pubblicità Display è possibile farli conoscere e incrementare la consapevolezza negli utenti.

 

Recentemente ha fatto scalpore la notizia degli annunci a pagamento su Facebook apparentemente acquistati da inserzionisti russi allo scopo di diffondere informazioni false per discreditare uno dei candidati alle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.

 

Anche Google ha avviato un verifica interna per valutare se e come la Rete Display di Google possa aver sofferto dello stesso problema.

 

Sia Facebook che Twitter hanno pubblicamente ammesso l’esistenza di budget pubblicitari investiti da inserzionisti russi.

 

A quanto pare il Congresso degli Stati Uniti d’America avrebbe chiesto la collaborazione dei tre colossi del web per approfondire, nel mese di novembre 2017, l’argomento.

 

Chiaramente Alphabet, Facebook e Twitter hanno garantito la massima fattiva collaborazione per fare chiarezza su questo aspetto decisamente importante per la democrazia è la tutela della corretta informazione.

 

Anche se Google sembra essere stata meno interessata dal fenomeno rispetto ad esempio a Facebook (che ha dichiarato che almeno 100.000 dollari sono stati investiti da account fasulli russi) è comunque il proprietaria di una serie di prodotti molto diffusi che avrebbero potuto essere utilizzati per influenzare l’elettorato.

 

I video di YouTube nonché AdWords per i video e per la Rete Display sono strumenti esattamente potenti come gli annunci di Facebook.

 

La domanda da porsi è perché questa ingerenza abbia interessato in maggior modo Facebook rispetto alla Rete Display… alcune ipotesi:

  • gli strumenti di targeting di Facebook sono più efficaci per lo specifico scopo;
  • lo spazio comunicazionale di un annuncio di Facebook è più generoso e quindi più potente anche se non cliccato;
  • i controlli di Google sono più intensi di quelli di Facebook;
  • l’utente che si trova su Facebook è meno concentrato di quello che naviga un sito della Rete Display di Google e dunque una “preda” più facile;
  • il costo per visualizzazione di Facebook è più contenuto;
  • i like, i commenti e le condivisioni sono amplificatori della comunicazione che non esistono sulla Rete Display;
  • la configurazione di campagne Facebook è più rapida di quella di AdWords;
  • i mezzi di pagamento di Facebook sono più flessibili (si veda ad esempio l’opzione PayPal) e dunque più utili a chi cerca di restare il più possibile anonimo.

 

Chiaramente si tratta solo di supposizioni alle quale va aggiunta anche la presenza di altre reti di pubblicità Display di qualità inferiore ma disponibili a prezzi decisamente vantaggiosi.

 

L’accaduto dimostra, se ancora non era chiaro, quanto sia potente la comunicazione display.

 

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Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.