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Rete Display e Frodi. #OKDisplay

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Come abbiamo visto nei precedenti articoli sui Clic Non Validi e sul traffico fraudolento, la problematica del traffico non valido è particolarmente importante per Google che cerca di gestire, attraverso il proprio

Ad Traffic Quality Team di Google (anche in collaborazione con istituzioni come Interactive Advertising Bureau, Media Rating Council e Trustworthy Accountability Group), attività involontarie e accidentali oppure intenzionali o addirittura fraudolente.

 

In particolare, le frodi possono realizzarsi con tre diverse modalità:

  • Frodi di impressioni;
  • Frodi di clic;
  • Advertising botnet.

 

Frodi di impressioni

Le frodi di impressioni display sono generate da qualsiasi metodo fraudolento o malizioso di incremento di visualizzazioni di annunci. Questo tipo di frode utilizza le varie tattiche presentate nell’articolo precedente. Lo scopo di questa frode è principalmente quello di ridurre il CTR dei concorrenti o di incrementare i profitti dei publisher quando la tariffazione è a costo per migliaia di visualizzazioni. Molto spesso i malintenzionati combinano il traffico fraudolento con traffico vero di utenti reali in modo da renderne più difficile l’individuazione.

 

Frodi di clic

Ogni clic su un annuncio, su un elemento della pagina o sul contenuto al solo scopo di incrementare il profitto del publisher o consumare il budget di un concorrente è identificato come frode sui clic. Il proprietario di un sito che ospita annunci della Rete Display e cerca di incrementare il proprio profitto cliccando sugli annunci o facendo cliccare terzi sugli stessi (utenti o software) commette una frode. Anche un inserzionista che clicca sugli annunci della concorrenza al solo scopo di far consumare il budget pubblicitario di AdWords commette una frode. I metodi più utilizzati sono:

  • Aziende di clic: aziende che reclutano persone al solo scopo di fare clic sugli annunci;
  • Browsing automatizzato: installazione di un browser nascosto sul dispositivo dell’utente in modo da generare traffico su siti;
  • Botnet: utilizzo di sistemi automatizzati per generare traffico e clic.

 

Advertising botnet

I botnets sono dei software automatizzati che funzionano su Internet o su computer compromessi che possono essere utilizzati per generare una quantità significativa di traffico non valido e fraudolento (impressioni, clic e traffico). I botnets possono essere programmati per comportarsi esattamente come dei normali reali utenti per cui le loro attività sono difficilmente rintracciabili. Per gestire questa avanzata modalità di attività fraudolenta, Google, ha creato un team apposito per la rilevazione dei botnet.



Arginare queste problematiche è molto complesso ma è il solo modo per continuare ad offrire agli inserzionisti un servizio di qualità e a Google un business particolarmente importante.

 

A tale scopo si moltiplicano le iniziative che coinvolgono Google con altri importati player del settore proprio nell’ottica di gestire questo ordine di problemi: in particolare la collaborazione con Trustworthy Accountability Group (TAG) sta portando alla creazione di un glossario comune delle tattiche fraudolente come hijacking di sessioni, traffico di crawler e cookie-stuffing.

 

In un prossimo articolo vedremo come Google cerca di prevenire e gestire le attività non valide.

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Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.