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20 consigli per migliorare gli Annunci Gmail - #OKDisplay

 

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A partire dagli ultimi mesi del 2015, nella configurazione delle campagne sulla Rete Display di Adwords sono disponibili gli Annunci Gmail precedentemente anche conosciuti come Gmail Sponsored Promotions.

Gmail, il servizio di posta elettronica di Google creato nel 2007 e diffuso nel 2009 conta di quasi un miliardo di utenti al mondo di cui 12 milioni in Italia (e ben un milione e mezzo si connettono anche da mobile).

Se l’email marketing consente di generare fedeltà e awareness, aumentare vendite, clienti e leads, con gli annunci Gmail è possibile fare altrettanto, attraverso la normale interfaccia di AdWords, ma potendo definire con precisione chirurgica i destinatari grazie al targeting per:

  • età;
  • sesso;
  • località;
  • lingua;
  • dispositivo;
  • interessi;
  • parole chiave.

Gli Annunci Gmail consentono inoltre di non “bombardare” un utente (grazie a una quota limite di 4 impressioni alla settimana per utente, ovvero un utente potrà visualizzare fino a un massimo di quattro volte settimanali uno stesso annuncio) sia che si tratti di un prospect (da attrarre con offerte speciali, sconti e messaggi pertinenti) o di un cliente già acquisito.

Attualmente per Gmail Policy in materia di Raccolta e Utilizzo Dati non è possibile, con gli Annunci Gmail, utilizzare liste di remarketing, ma, targettizzando il proprio dominio o inserendo parole chiave specifiche di prodotto è possibile veicolare vantaggi ai propri clienti, generare up-sell (upgrade di prodotti e servizi già venduti) o cross-sell (prodotti o servizi complementari). Per motivi analoghi non è possibile utilizzare il targeting per segmenti di pubblico in-market.

Strutturalmente un annuncio Gmail si compone di due elementi:

  • Collapsed Ad: è la linea di testo che compare nella parte superiore della lista di messaggi di Gmail o dell’email o nella parte destra della pagina.
  • Extended Ad: è il contenuto (paragonabile a quello di un messaggio email) del messaggio promozionale e equivale a un sorta di pre-landing page; l’addebito del CPC avviene alla visualizzazione di questo annuncio. Le tipologie sono: Immagine Gmail, Modello di singola promozione, Modello multiprodotto Gmail, HTML personalizzato.

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Come sfruttare al meglio questa fantastica opportunità di native advertising di AdWords per la Rete Display di Google?

Di seguito proponiamo 20 consigli utili per configurare campagne di Annunci Gmail di Adwords efficaci ed efficienti.

 

TARGETING

  • Domini Competitor: inserire come parole chiave i domini dei competitor per “scrivere” ai clienti dei concorrenti; è utile creare gruppi di annunci separati per ciascun competitor;
  • Domini Propri: usare i propri domini come parole chiave per fare attività similari al remarketing;
  • Domini Affini: usare domini di interesse come parole chiave per targettizzare tipologie di utenti (“personas”);
  • Prodotto Concorrente: identificare i prodotti concorrenti restringendo il targeting per interessi e/o usando parole chiave specifiche;
  • Prodotti Propri: usare parole chiave di prodotto (come ad esempio il nome commerciale, il codice tecnico o qualsiasi altro elemento di identificazione univoca del prodotto) per targettizzare chi sta parlando del proprio prodotto;
  • Prodotti Affini/Complementari: targettizzare per interessi e parole chiave per estendere il proprio reach in modo pertinente e probabilmente performante.

PIANIFICAZIONE

  • Desktop: potenziare le comunicazioni su desktop durante le ore lavorative;
  • Mobile: potenziare le comunicazioni su smartphone nei momenti di spostamento e di pausa lavorativa;
  • Tablet: potenziare le comunicazioni su tablet nelle ore serali e notturne.

ANNUNCI

  • No Punti Esclamativi: nella forma collapsed/teaser non è possibile utilizzare punti esclamativi quindi attirare l’attenzione con parole persuasive, numeri, prezzi e percentuali di sconto;
  • Diverse Creatività: utilizzare diverse creatività degli annunci (almeno per subject line, teaser e call to action) raccogliendole in gruppi di annunci pertinenti;
  • No Logo: non usare il logo nel teaser a meno che non si stia mirando ai propri clienti; focalizzarsi invece su immagini di prodotto o messaggi periferici per aumentare il CTR;
  • Essere Pertinenti: essere esclusivi nel teaser dell’annuncio per evitare clic non pertinenti ovvero per migliorare il CTR e contenere il CPA (costo per acquisizione);
  • Call-To-Action: usare nel teaser una CTA in linea con quella dell’Expanded Ad per aumentare la pertinenza e favorire l’accesso alla landing page.

EXPANDED AD

  • Pre-LandingPage: il costo avviene addebitato nel momento in cui l’utente accede alla versione estesa che rappresenta una sorta di pre-landing page e come tale dovrà essere persuasiva, includere una call to action e esplicitare la Unique Value Proposition (elemento distintivo della proposta);
  • Native Advertising: gli Annunci Gmail di AdWords sono l’unico vero mezzo di Native Advertising messo a disposizione da AdWords quindi non è opportuno limitarsi a creare un grande banner ma occorre focalizzarsi su questa pre-landing page;
  • Landing Page Descrittiva: un utente che proviene da Gmail ha un alto livello di concentrazione e se rinuncia a leggere la propria posta non vuole trovarsi davanti a pagine promozionali ma vuole trovare informazioni dettagliate (specie da desktop); scegliere i colori non soltanto su base stilistica ma considerandoli come fondamentale elemento di persuasione.

OTTIMIZZAZIONE

  • Analisi delle performance: analizzare i dati per ottimizzare aggiungendo ai rapporti di AdWords le colonne delle Metriche Gmail come Salvataggi, Inoltri e Clic sul sito web da Gmail (azioni che non generano costi aggiuntivi); è consigliata anche la codifica dei link nell’annuncio espanso attraverso Google URL Builder;
  • Ottimizzazione del targeting: utilizzare i dati analitici del report Dimensioni e Rete Display per individuare i target più performanti;
  • Esclusioni: utilizzare chiavi a corrispondenza inversa precedentemente individuate per altre campagne di ricerca o display e configurare le altre opzioni di esclusione sulla base delle performance; attenzione a non eccedere troppo con le esclusioni per non limitare eccessivamente la base dell’utenza.

 

Ulteriori informazioni su questo argomento in questo video dedicato.

Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.

Commenti
da enricnub
in data ‎18-05-2016 14:19

Complimenti bel articolo!

da Ilaria S
in data ‎29-05-2016 19:27

 Consigli utilissimi! li terrò a mente per la prossima campagna!