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3 Best practice per gli annunci AdWords

Sommario


 

Gli annunci sono una determinante tattica di estrema importanza nei casi di successo delle campagne AdWords. Basta pensare che sono il primo baluardo di creatività della campagna e rappresentano inoltre la reale scelta del cliente, portatrice di CTR, che al di là dei parametri di corrispondenza chiave / annuncio / landing, possono suggerire ad AdWords, che la campagna sta funzionando bene e che quindi deve essere premiata con un buon punteggio di qualità.

 

 

Best practice sugli annunci


 

Come al solito ricordo che per ottenere performance su AdWords è necessario testare e porre attenzione ai dati. Segmentazione, canalizzazioni, dimensioni, tutti argomenti trattati nei precedenti articoli, suggeriscono che una buona parte del successo, a parte l’analisi iniziale, deve essere determinata dall’oculata analisi di cosa succede. Quanto quindi riporto qua sotto, in questi 3 suggerimenti per il buon uso degli annunci, è determinato chiaramente da una precedente e continuativa, analisi delle performance.

 

1. Prestare attenzione all’URL di visualizzazione
Sembra una sciocchezza, ma la fiducia sul clic, al di là di cosa l’annuncio possa dire, è determinata anche dal suo URL di riferimento. In molti casi, la landing page, potrebbe avere degli indirizzi improponibili, magari pieni di parametri di programmazione. Sappiamo che abbiamo un limite sul numero dei caratteri dell’URL di visualizzazione (35), e quindi possiamo giocare inventandoci l’indirizzo, pur tenendo presente che il dominio principale dovrà essere lo stesso.
Usare quindi la stessa creatività, associandola però a URL di visualizzazione diversi, è una buona tattica. Scoprirete che anche la presenza del www (o meno), potrebbe influire sul CTR.

Alcuni esempi (mantenendo lo stesso annuncio):

2. Limitare l’uso del Keyword Insertion
Non sono mai stato un grande amante del KI. Principalmente perché livella tutti i titoli degli annunci. Se più player usano lo stesso espediente, tutti gli annunci avranno lo stesso titolo. Ma c’è anche un problema più logico. Scoprirete che di solito il KI ha bounce rate molto “nervosi”. Questo perché se usato con la corrispondenza generica, rischia di portare sul titolo dell’annuncio anche chiavi che non ci occorrono. L’utente clicca, ma poi la landing non rispecchia la ricerca.

Un esempio con la chiave generica hotel a roma?
Potrebbe apparire anche con camping a viterbo! Questo significa che l’utente entra nella pagina e si trova un contenuto che non stava cercando! Alzando il bounce rate!

 

3. Trarre vantaggio dagli annunci che performano meglio
Non è una cosa da buttare alle spalle. Spesso se un annuncio performa, ci limitiamo a mettere in pausa quelli che girano peggio. E’ invece buona norma recuperare quell’annuncio e crearne di simili per verificare se possono performare meglio! Un buon consiglio in questi casi, è partire proprio dal punto 1, sopra descritto.

 

 

Conclusioni


 

Ho volutamente lasciato da parte il discorso sulle metriche, che merita considerazioni a parte e che è stato già abbondantemente discusso. Analizzando quindi gli annunci da un punto di vista tattico e non analitico-matematico, quali sono le vostre esperienze, o casi di successo?

 

 

Collegamenti utili


 

Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.