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7+1 modi efficaci per raggiungere il target su Rete Display #OKDisplay

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In una campagna sulla Rete Display di Adwords, la definizione del target rappresenta senza dubbio uno degli aspetti principali che ne può determinare il successo o il fallimento.

 

Che si tratti di annunci illustrati, testuali o multimediali è sempre l’utente a decidere se e come interagire con la comunicazione proposta per cui risulta evidente come la definizione di target pertinenti rappresenti il primo passo per riuscire a persuadere l’utente a fruire del contenuto pubblicitario.

 

Orientando gli annunci alla Rete Display di Google, è possibile proporre un messaggio pubblicitario ai consumatori al momento giusto: grazie all'ampia gamma di metodi di targeting disponibili, come gruppi demografici, interessi, posizionamenti ed elenchi per il remarketing, è possibile raggiungere segmenti di pubblico specifici o di nicchia in base al loro profilo, ai loro interessi e ai contenuti che consultano.

 

Cerchiamo di capire le peculiarità di ogni tipologia di targeting e quali sono i relativi vantaggi e svantaggi.

 

1. Targeting per Posizionamento

Il targeting per posizionamento consente di specificare i siti, le pagine e le unità pubblicitarie nei quali pubblicare i propri annunci e ha il vantaggio di consentire la scelta di contenuti pertinenti, di investire budget dove è più probabile la conversione e di controllare le offerte in base ai singoli posizionamenti.

Tale tipologia di targeting però potrebbe soffrire problemi di reach limitato, avere dei CPC/CPM elevati a causa della quantità ridotta di impressioni e incontrare difficoltà di scalabilità della campagna.

 

2. Targeting per Argomenti

Il targeting per argomento consente di definire quali argomenti dovranno trattare le pagine che ospiteranno gli annunci e quindi è caratterizzato da una grande disponibilità di impressioni, una segmentazione efficace (sebbene non troppo stretta) e un costo per clic medio più basso rispetto alla tipologia di target precedente.

Tuttavia, i tassi di conversione sono generalmente più bassi rispetto al targeting per posizionamento,  non necessariamente una pagina che tratta un determinato argomento è pertinente con il proprio business e, talvolta, la selezione degli argomenti potrebbe essere troppo generica per determinate nicchie di mercato.

 

3. Targeting Contestule

Il targeting contestuale si basa su parole chiave che identificano le pagine pertinenti per tali parole chiave e quindi consente di selezionare contesti utili al proprio business e permette di scalare le campagne a basso costo per interazione.

Tale tipologia di targeting richiede, tuttavia, continue ottimizzazioni attraverso l’aggiunta di nuovi termini o il ricorso a chiavi a corrispondenza inversa e posizionamenti esclusi.

 

4. Targering di Remarketing

Il targeting di remarketing consente di far visualizzare gli annunci a utenti che hanno visitato in precedenza o che hanno interagito in qualche modo definito con il sito dell’inserzionista.

E’ evidente come questa funzionalità possa generare alti tassi di conversione, indirizzare annunci estremamente pertinenti e personalizzati per gli utenti.

Vale però la pena sottolineare come sia richiesta la gestione avanzata delle liste di remarketing e come sia indispensabile l’impostazione di una corretta quota limite (non sempre facile da determinare) per evitare di tempestare l’utente con deleterie comunicazioni ripetitive.

Attraverso la funzione “Simili agli elenchi per il remarketing” è possibile estendere il target anche a nuovi utenti che non hanno visitato il sito dell’inserzionista ma che Google ritiene, sulla base delle loro navigazioni, essere simili.

 

5. Targeting per Interessi

Il targeting per interessi prevede:

  • Audience per affinità: consente di targettizzare gruppi di persone sulla base dei loro interessi dimostrati durante la loro navigazione;
  • Audience in-market: consente di targettizzare gruppi di persone che stanno attivamente effettuando acquisti in determinati settori di interesse.

Tale tipologia di targeting ha il vantaggio di raggiungere una grande quantità di utenti in target con la certezza di non rivolgersi a target completamente sbagliati; il fatto che si concentri sui comportamenti degli utenti e non solo sui contenuti delle pagine fa sì che possa rendersi necessaria una continua attività di ottimizzazione per evitare di dover gestire target troppo estesi e quindi non sempre pertinenti.

 

6. Targeting per Dati Demografici

Il targeting per dati demografici consente di targettizzare per classe di età, per sesso e per stato genitoriale e consente dunque di escludere persone che non sono pertinenti con il business e di personalizzare le offerte in modo più preciso.

E’ opportuno osservare che si tratta di una tipologia di targeting che non è opportuno utilizzare da sola e che non sempre tutti gli utenti sono correttamente classificati.

 

7. Targeting per Customer match

Il targeting per elenchi di clienti consente di caricare a sistema gli indirizzi email di propri clienti e leads in modo da attivare campagne di remarketing e individuare segmenti di pubblico affini.

Questa interessante opzione è disponibile solo per particolari posizionamenti ovvero YouTube e Gmail.

Con questa tipologia di targeting si ha la certezza di rivolgersi a un pubblico sicuramente interessato con il vantaggio di poter estendere il reach, grazie all’opzione “Simili alle mailing list dei clienti”, con utenti che hanno dimostrato di essere affini ai clienti o leads già acquisiti; vale la pena osservare che l’estensione del reach potrebbe non essere sensata per alcune campagne come ad esempio quelle indirizzate a clienti che hanno acquistato un prodotto per fornire servizi after sales.

Chiaramente le campagne devono essere in linea con le liste caricate e tali liste devono essere gestite, manutenute e aggiornate con costanza e frequenza.

 

+1. Targeting Combinato

La combinazione dei metodi appena visti è la migliore delle opportunità e, bilanciando la qualità del targeting con la disponibilità di un adeguato reach che consenta di raggiungere i propri obiettivi pubblicitari, è possibile creare campagne altamente profilate ed efficienti.

Il consiglio è sempre quello di creare inizialmente diversi gruppi di annunci con targeting “singoli” e lasciarli attivi finché non emergono, per ciascun gruppo di annunci, gli elementi di targeting che performano meglio.

Una volta identificati tali “best player” sarà possibile creare un gruppo di annunci che li combina e ottenere una audience altamente profilata.

Poiché la combinazione dei target funziona con operatore booleano “AND” (ovvero il match è registrato quando tutti gli elementi di targeting sono veri) è sempre opportuno valutare che le dimensioni del reach siano adeguate per far garantire alla campagna le adeguate performance.

 

Raggiungere con pertinenza un utente sulla Rete Display è un'operazione semplice, un po' impegnativa, ma efficace!

Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.