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Cosa c’è da sapere sulle conversioni Mobile

Sommario


 

In un’era (parolone) nella quale ogni sito dovrebbe essere mobile friendly, o responsive, o m.site… o quanto altro si voglia dire per far comprendere la stretta e sinergica relazione tra un sito web navigabile da computer e la sua controparte “telefonica”, è abbastanza normale trovare siti che non solo non si avvicinano minimamente a questi parametri di matrimonio “tecnico linguistico”, ma che non fanno niente per agevolare la consultazione degli utenti.

 

 

L’utente è comunque mobile


 

Il dato divertente è che per quanto le aziende cerchino in tutti i modi di complicare la vita ai navigatori smartphone, questi sono così affezionati alle loro protesi mobili, che se ne infischiano se il sito ha bisogno di “n” pizzicotti per poter essere consultato! Poco importa diventare ciechi nell’attesa di carpire una notizia. Ormai l’abitudine è che il selvaggio mondo social deve essere ottimizzato, quello si, per condividere status, selfie o quanto altro… ma tanto le aziende sono pigre. E quindi se un sito mobile non lo hanno, tanto vale usare pollice e indice e proseguire nei propri intenti.
Ora qui nasce una seconda verità. Per quanto l’utente sia mobile, la sua abitudine di consultazione delle informazioni è però temporalizzata e localizzata: metro, treno, auto. Comunque in mobilità e comunque con tempi spesso variabili indipendentemente dalle proprie volontà.

 

 

Il tempo è tiranno


 

L’utente si trova quindi a iniziare un percorso, sapendo che probabilmente tratterà la sua navigazione come la lettura di un libro. Spera almeno di arrivare al punto, ma se così non è, poco importa. Rimane nel browser e poi continua quando avrà più tempo. Questa cosa determina - in molti casi - che c’è una sfiducia implicita nelle possibilità di acquistare direttamente da telefono, sopratutto se il sistema in uso non è conosciuto. Mi spiego, se tutti siamo abituati a comprare su Amazon (per dirne uno), sappiamo che l’acquisto avviene in pochi clic. Ma cosa succede se visitiamo un sito per la prima volta? Metti in carrello, registrati, come pago? E via dicendo.
Ecco quindi che la sfiducia nell’acquisto, potrebbe in realtà essere solo mancanza di tempo. L’utente non compra da mobile… ma convertirà a breve da una postazione fissa.

 

 

Come comportarsi in AdWords


 

Risulta evidente un problema. Spesso analizzando segmenti e dimensioni, l’impatto della visita mobile è quasi nullo (in termini di conversioni) e questo spinge a neutralizzare o ridurre in modo sostanziale l’offerta mobile, favorendo un traffico desktop più produttivo e con percentuali di conversione decisamente più alte. Se il 50% del traffico mobile incide sul 50% dei costi, ma è prossimo allo zero in termini conversioni, dedicare l’intero budget al desktop, in termini matematici dovrebbe migliorare le performance.
Falso però. Nella maggior parte dei casi riducendo il mobile, si riducono le conversioni desktop, o quanto meno, sbirciando su Analytics, calano quelle derivanti da organica o diretta.
Cosa fare dunque? Intanto analizziamo la profondità della visita del mobile da Analytics: tempo e pagine per dirla in termini semplici.
Se questo traffico testimonia salute, è molto probabile che il mobile non influisca come conversione al clic, ma come assist di conversione da un dispositivo di connessione diverso.

 

 

Conclusioni


 

Una buona analisi delle conversioni, vale a dire del raggiungimento di obiettivi, è spesso determinabile con una buona percentuale di successo, dalla identificazione di KPI specifici, magari divisi proprio per tipologia di device. Prima di giungere alla conclusione che un device fondamentale nel percorso di vita online, lo smartphone, non è sufficientemente pronto a convertire o non può convertire, è bene fare piccoli test. Capire cosa guardare per dedurre se il telefonino fa conversioni o a assist. Su questa base regolare e regolamentare la campagna.
Poi un sito mobile sarebbe meglio farlo!

Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.

Commenti
da Collaboratori Principali Alumni Enza Maria S Collaboratori Principali Alumni
in data ‎15-01-2015 13:40

Volete saperne di più sul mobile? Vi invitiamo a consultare i video dell'AdWords Community Summit qui: http://goo.gl/P35QVN

 

1. Lo scenario del mobile in Italia e il suo futuro

2. Mobile Analytics: essere presenti e ottimizzati

3. Targeting in un mondo multiscreen