483 utenti online in questo momento
483 utenti online in questo momento
Benvenuti nella Community degli Inserzionisti Google
star_border

Frequenza di Rimbalzo, ancora un sì su AdWords

Sommario


 

Come già visto e letto, in vari post sparpagliati nella rete - e direi sopratutto miei, che sono un grande fan del "Bounce" - la frequenza di rimbalzo su AdWords, se vista con un occhio miope potrebbe sembrare una cosa inutile.

 

 

La Frequenza di Rimbalzo su AdWords


 

Perché importare su AdWords qualcosa che su Analytics ho già e che oltretutto mischiato sapientemente con gli altri ingredienti, mi garantisce un’analisi spettacolarmente saporita di metriche e KPI?
Già, perché il Bounce, a mio parere è il KPI primario. Non guardiamo alle visite, ma purghiamole dalle uscite, o dalla mancanza di azioni (eventi e adjusted bounce rate). Puntiamo alla qualità degli accessi: la frequenza di rimbalzo quindi!
Visto quindi in modo superficiale, usare il rimbalzo su AdWords, è solo un regalo fatto a chi non usa Analytics. Sei un tecnico di AdWords? Tieni va… divertiti a fare l’analista. In realtà è invece un prezioso alleato per chi è da sempre attento a effettuare un management capillare dei dati nel loro evolversi giornaliero.

 

 

Ma perché è così utile?


 

Menù “parole chiave”. Regole automatizzate. Se posso mettere in pausa - o far partire - le mie parole chiave sulla base di mancanza o presenza di performance, oggi più che mai, dovrei considerare che ho altri dati per stabilire questi eccessi e risultati. Prendiamo per esempio una campagna sinergicamente collegata a un’azione di offline marketing. Ipotizziamo di avere una chiave brandizzata, legata a un prodotto che a una determinata ora verrà presentato con un passaggio radio o tv. Bene. Dovrei poter avere più forza di visibilità impostando un CPC leggero, al fine di prendere – compresi i misspelling – tutti quegli utenti che, ascoltato o visto lo spot, finiranno sul mio sito in seguito a una ricerca. Bene… in questo, il rischio è una disfatta economica se i dati di performance fossero bassi. Per esempio la landing potrebbe non garantire conversione, ma non per questo potrebbe essere improduttiva. Quindi, pensate a quanto diventa potente poter maneggiare i costi o la pausa delle chiavi, se (per esempio) la durata media della visita è più bassa di un "tot" o ho troppo bounce.

 

Visto? Date spazio alla vostra fantasia… e vedrete quanto in realtà diventerà vostra alleata!

 

 

Collegamenti utili


 

Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.

Commenti
da Antonio Tresca Community Manager
in data ‎04-06-2015 11:48

Molto Interessante! Smiley Felice

da matteo b
in data ‎04-06-2015 12:20

Grazie Andrea!