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Gmail Ads, un ibrido Social - #AdWordsinTesta

AdWords in Testa

 

Sommario

Chi mi segue avrà già sentito di questa mia classificazione. E saprete che sono campagne che mi entusiasmano, ma che al tempo stesso, proprio perché qui, molti falliscono, hanno bisogno di essere particolarmente curate e comprese nell'analisi dei dati.

 

Non è una spiegazione tecnica
Lungi da me tornare sull'argomento tecnico. Vedremo la prossima volta i differenti tipi di annunci presenti in galleria. Configurare le Gmail è elementare, basta andare su campagne Display e inserire il posizionamento mail.google.com.

Attenzione anche ai targeting compatibili! Attualmente non è possibile usare segmenti in-market ed elenchi di remarketing! Oltre naturalmente ad altri posizionamenti!

 

Fin qui tutto bene e tutto facile. La difficoltà arriva dopo. Dobbiamo trasformare i nostri annunci in vettori di traffico e non in fastidiosi annunci arroganti e potenzialmente visti come spam.
Motivo per il quale bisogna prestare particolare attenzione alle sue metriche in fase di analisi, senza guardare troppo agli altri dati.
Dobbiamo infatti ricordare che il clic sulle Gmail, si paga quando si clicca sul banner e questo passa da uno stato di collapsed, cioè compresso, a uno stato di expanded, mostrando cioè il suo contenuto.
Questo è importante, poiché in questo modo Google si assicura che le nostre campagne non siano aggressive e random. Pagheremmo una pletora di clic, senza avere azioni da misurare. Pensate... sarebbe come pagare una impression nelle display... anziché pagare per CPM o CPC!

 

Le metriche di Gmail
Appreso che il clic si paga nel cambio di status banner, dobbiamo considerare che a messaggio collapsed che incuriosisce, corrisponderà un clic di interesse. Quindi attenzione anche ai CTR... saranno altissimi. Questo è un buon inizio del vostro percorso, ma non deve essere l'arrivo. Anzi... ne siamo ancora ben lontani.
Tramite il pulsante colonne, possiamo quindi mostrare a video le metriche Gmail. Queste sono: clic su sito web, salvataggio e inoltro.

 

gmail.png


E' bene porre l'accento sul fatto che ognuna e/o qualsiasi combinazione di queste azioni, non produrrà costi!
Quindi maggiori saranno le azioni successive al clic sul collapsed, migliore sarà il rendimento della campagna.
Possiamo definire queste metriche come KPI della campagna Gmail. Poiché dopo la visualizzazione del messaggio (cambio di status collapsed / expanded) e previsto il raggiungimento dell'obiettivo su sito, questo deve avvenire dal raggiungimento delle azioni possibili sui banner Gmail.

 

Salvataggio e inoltro
Questo, rende Gmail una sorta di social! Perché il clic sul banner, improvvisamente può portare la vostra comunicazione a essere virale ed esattamente come avviene sui social, partendo da una condivisione. Google la chiama inoltro. "Sposato" il banner, inoltrarlo, significa esattamente renderlo un messaggio email e cioè inviarlo a un altro (o più) indirizzo.
Altrettanto potente è il salvataggio. Lo "eleva di status", è come se noi dicessimo "mi piace". Quindi trasformiamo quel messaggio da semplice banner a vera e propria email ricevuta. Passiamo quindi a una condizione tipicamente di pull marketing, contro alla sua intrusione push. Chiediamo, invece di "subire". Abbiamo centrato il target, il cliente è interessato; salva il messaggio come email e lo può recuperare quando vuole.

 

azioni.png

 

Clic su sito web
Questo è il comportamento naturale che ci dobbiamo aspettare. Attenzione che se il messaggio viene inoltrato, i clic su sito web, verranno conteggiati anche dopo le azioni future. Perché di fatto, il banner, divenuto email, si porta dietro il gclid di AdWords. Questo è importante perché avrete un completo controllo delle azioni successive e viralizzate dopo l'eventuale inoltro.
Chiaramente non sarà possibile sapere se il clic avviene dall'inoltro o dalla console dell'utente, ma almeno sapremo quanti clic abbiamo ottenuto.
Certo è, che il numero dei clic dovrebbe essere sempre più alto delle azioni di salvataggio.

 

Conclusioni
Solo il primo di articoli dedicati alle Gmail Ads. L'argomento è vasto e a mio parere, per ora trattato soprattutto da detrattori... se come me, credete in queste forme di annuncio e avete ottenuto buoni risultati, condivideteli su queste pagine. Di contro, anche se avete dubbi, sono i benvenuti!

Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.

Commenti
da Antonio G
in data ‎10-02-2016 19:27

Ciao Andrea,

articolo come sempre illuminante Smiley Felice 

mi sento un pò detrattore di gmail ads, da quando è attivo mi sono trovato a gestire campagne che non avevano mai dati positivi. Spesso era per il messaggio/banner, altrettante volte era perchè troppo invadente. In sintesi il consumo di budget mi faceva adottare altre strade per riportare la campagne in positivo.

 

Seguirò con attenzione quello che scriverai in modo da poter riproporre questa soluzione pubblicitaria non solo su Brand affermati ma anche su merchant che hanno bisogno di vendere...

 

grazie un saluto

Antonio