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Il potere delle chiavi brandizzate - #CeraUnaCampagna

C'era una campagna

C'era una volta l'hotel Fantasia, un 3 stelle di gestione familiare che passava di generazione in generazione, ed ora era nella mani del signor Gaspare.

 

Avevano già un sito web (soltanto in italiano) e un sistema di prenotazione integrato, dove gli utenti potevano verificare in real time la disponibilità delle camere, prenotare e scegliere se pagare la cifra totale con una riduzione, oppure lasciare un acconto, saldando poi nel momento del soggiorno.

 

Il signor Gaspare, decise anche di affiliarsi ad un famoso portale di prenotazioni, come già facevano molti dei suoi concorrenti.


Il portale avrebbe dedicato una pagina al suo hotel e lo avrebbe mostrato anche a utenti stranieri, in tutto il mondo, fino a 41 lingue ed avrebbe pubblicizzato la sua struttura anche sui motori di ricerca. Non c’erano costi di iscrizione, Gaspare avrebbe dovuto riconoscere una percentuale su ogni prenotazione effettuata da quella piattaforma.

 

Il proprietario era soddisfatto per i risultati provenienti dall’estero, meno da quelli in Italia, o meglio: aveva più prenotazioni, ma erano in calo quelle dal proprio sito.

 

L’agenzia che curava il sito web dell’hotel, consigliò di investire in AdWords, ma Gaspare non aveva molto budget a disposizione, quindi il suggerimento fu quello di concentrarlo su chiavi brandizzate, ovvero, il nome dell’hotel.

Gaspare non era molto convinto, non capiva il motivo per cui avrebbe dovuto investire budget per far comparire il proprio annuncio a pagamento a utenti che cercavano il suo sito… “Insomma - pensò - se digitano il nome vorrà dire che vogliono arrivare al mio sito!”

 

Il proprietario, non considerava però che nel momento della ricerca “Hotel Fantasia”, il primo risultato che i motori restituivano era quello a pagamento del portale, che pubblicizzava l’albergo e che invitava a prenotare direttamente sul portale.

 

Nonostante le perplessità, decise di attivare la campagna, impostando un CPC in modo da poter stare sempre sopra l’annuncio del portale.


Andando su “Libreria Condivisa > Strategia di offerta” scelse “Quota superamento Target”, una funzione che consente di scegliere un dominio di benchmark e di pianificare offerte in modo tale da star sopra al dominio scelto.


I risultati furono soddisfacenti, le prenotazioni aumentarono e riuscì anche ad abbassare il CPC, grazie all’innalzamento del punteggio di qualità.


Avevano annunci, chiavi e pagine di atterraggio pertinenti, e ottime performance.

 

Gaspare, vide arrivare un maggior numero di prenotazioni dal sito, fu convinto di essere riuscito a “riprendere” gli utenti e aver risolto il problema… Decise quindi di mettere in pausa la campagna brandizzata.

Con stupore di Gaspare, diminuirono però le prenotazioni da sito e aumentarono quelle da portale.
Gaspare capì che non era stato inutile investire in chiavi brandizzate, non aveva più conversioni derivanti dal traffico a pagamento!


Riattivò così la campagna e studiando AdWords e Analytics riuscì a capire l’importanza del traffico a pagamento, sia come conversione diretta AdWords, che come indiretta, ovvero utenti che effettuando più accessi per arrivare alla conversione, erano passati anche da annunci a pagamento.

 

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Bio Gloria Bassi

Sono Top Contributor di AdWords e di Google My Business. Nel mio percorso di studio, la decisione di passare dall'adv tradizionale a quella digitale, è stata azzeccata. AdWords mi ha sempre incuriosito, così ho deciso di approfondire e il mio lavoro di AdWords Account Manager mi dà grande soddisfazione! Google My Business è uno strumento straordinario e in poche mosse può dare un grande aiuto. Se vengono uniti, sono ancora più potenti!