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L’efficacia della codifica automatica. #OKDisplay

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Dopo aver visto nei precedenti articoli sui Clic Non Validi, sul traffico fraudolento, sulla gestione da parte dell’Ad Traffic Quality Team, sulle procedure operative di prevenzione e contenimento del traffico non valido, sull’analisi dei log del server e relativi misunderstanding proviamo adesso a comprendere come la codifica automatica possa essere un aiuto.

 

La codifica automatica semplifica enormemente le attività di controllo e di rilevazioni dei problemi inerenti al traffico: abbiamo visto in precedenza quanti siano gli aspetti che possono trarre in inganno durante una fase di analisi.

 

Scostamenti tra clic e visite, rapporto tra IP e utenti, durate brevi e alti tassi di frequenza di rimbalzo sono soltanto alcuni degli aspetti che possono rendere difficile la lettura dei dati.

 

L’attivazione della codifica automatica è un modo semplice e decisamente efficace per migliorare il tracciamento delle campagne e quindi anche per semplificare l’interpretazione dei dati.

 

Ogni inserzionista AdWords “normale” dovrebbe sempre attivare la codifica automatica che genera un parametro GCLID all'URL di ogni pagina di destinazione che univocamente identifica la pagina visualizzata come il risultato di un clic su un annuncio.

 

In questo modo è semplice dividere il traffico AdWords da quello organico o proveniente da altre forme pubblicitarie: se il parametro GCLID esiste allora la provenienza è da AdWords altrimenti no.

 

In questo modo se, per esempio, uno strano aumento del traffico ha destato sospetto sarà possibile capire in modo rapido e preciso se tale aumento è dovuto a traffico non valido (o anomalo) proveniente dalle campagne o se i motivi risiedono altrove.

A livello di server web è sempre opportuno registrare almeno le seguenti informazioni:

  • Indirizzo IP;
  • Parametro GCLID;
  • URL referrer;
  • User agent.

 

Questi dati possono essere utilizzati per identificare in modo preciso il traffico e isolare eventuali attività/utenti sospetti; non è necessario essere un guru dell’IT ma un minimo di capacità tecniche sono comunque necessarie.

 

La rilevazione di questi log consente inoltre di fornire materiale utile al team di qualità di AdWords per investigare sull’eventuale rilevazione di clic non validi.

 

In particolare per la rete Display questo aspetto è fondamentale perché sono molti i publisher AdSense che avrebbero interesse a generare traffico sui loro siti.


Qualche sito arriva addirittura ad aggiungere CAPTCHA anche in fase di visualizzazione (e non solo in fase di compilazione di un form) per verificare la provenienza umana della visita.

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Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.