197 utenti online in questo momento
197 utenti online in questo momento
Benvenuti nella Community degli Inserzionisti Google
star_border

Ma perché non vendo i miei corsi? - #Cera1Campagna

C'era una campagna  Sommario


 

Chiunque abbia provato a vendere un corso online si è subito scontrato col problema dei costi per clic, che in fase iniziale sono sempre molto alti. Purtroppo vendere un corso non è semplice e qualitativamente i competitor sulla stessa area sono sempre agguerriti e ormai buoni comunicatori. Cosa fare dunque per trovare uno spiraglio tra i vari player?

 

 

La competitive intelligence


 

Intanto sbirciare cosa fanno - e come lo fanno - gli altri, non è mai sbagliato. Qui lo è ancora di più, perché non vendiamo un prodotto, per il quale il prezzo è in modo inopinabile un buon strumento di richiamo. Sui corsi, a prescindere da quale sia il tema, un costo troppo basso, potrebbe essere paradossalmente un deterrente già in fase iniziale. Il corso serve per imparare qualcosa, anche se non raramente la qualifica che il corso porta è necessaria per l’azienda e quindi si sente dire in giro “mi basta prenderla”. Ma non sono - fortunatamente - molte le aziende che la pensano così, e quindi avere un prezzo in media o sopra la media, spesso aiuta a essere “ascoltati”.

L’impalcatura della pagina deve comunicare subito i punti di forza e giustificare il prezzo. Con giustificare non intendo giustificare l’azienda che propone il corso ad affermare la superiorità della materia intellettuale (docenti) o infrastrutturale (aule, computer, materiale…), quanto il corsista stesso a comprendere che ciò che compra vale effettivamente il “prezzo del biglietto”.

 

 

Organizzare i propri contenuti


 

Ancor prima di capire cosa il corso offre, il prospect, dovrebbe trovarsi di fronte tutte le specifiche sotto forma della pletora di estensioni di AdWords. Anche se la nostra landing deve essere molto aggressiva e concentrata, è bene usare i sitelink per mostrare la dimensione dell’azienda. Quindi un link ai docenti, alle aule, al blasone, alle foto dei corsi precedenti, anche se questi sono elementi che saranno presenti comunque nel contenuto della landing.

Mi raccomando, sempre tenendo a mente che invece, le callout, dovranno contenere info che non necessariamente rimandano ad altre pagine, ma sono un plus.

Call out importanti sono gli anni di esperienza nel settore, i posti disponibili, le ore di lezione, le giornate, se viene offerto materiale e molti altri vantaggi, ove presenti chiaramente.

Potrebbero essere anche utili, se trovate una finestra nell’argomento, anche le neonate estensioni di snippet strutturati.

Unica cosa alla quale fare attenzione è la posizione. I competitor sono molti. Queste estensioni prevedono una vittoria dell’asta nelle posizioni premium. Quindi verranno visualizzate a fronte di una spesa probabilmente più alta per clic. Se avete dubbi - in fase iniziale - sul reale tasso di conversione, non forzate l’offerta. Meglio apparire con un annuncio semplice, piuttosto che forzare la mano per le estensioni e pagare i clic molto di più.

 

 

CTR... rise!


 

Abbiamo detto e letto più volte che il CTR non è più una metrica da prendere troppo in considerazione. Contano le conversioni, ma in un ambito nel quale - quello dei corsi - i clic differiscono molto in termini di costo e chi sta in testa spende molto, è sempre bene sfruttare l’aumento del punteggio di qualità derivante anche dall’aumento del CTR. Teniamolo quindi sotto controllo. Testiamo in modo maniacale gli annunci e teniamo in piedi quelli che performano meglio come CTR. Poi ottimizziamoli per lavorare in conversioni.

 

 

Landing dirette = Successo vicino


 

Insieme ad Andrea Testa abbiamo lavorato per ottimizzare corsi Universitari, Master, corsi tecnici, di marketing e chi più ne ha più ne metta. Puoi mettere in ballo il miglior materiale umano, ma come abbiamo detto anche sopra, non sempre l’utente sarà disposto a spendere il “soggettivo” giusto! Il percorso di conversione sarà quindi tendenzialmente lungo, “viziato” positivamente magari da un presidio sulla rete contenuti di Google e non c’è niente di più efficace di una landing page che inchiodi l’utente con tutte le informazioni delle quali necessita, facendogli capire che quello è il corso che stava cercando.

Una landing aggressiva, piuttosto che un sito con un buon schema di navigazione, è sempre preferibile nei corsi. Non pregiudicate all’utente la possibilità di sbirciare sul sito, ma usate call to action almeno per fargli chiedere informazioni. Non è sbagliato convertirlo prima in lead e poi in cliente!

 

 

Conclusioni


 

Non serve la bacchetta magica, non gioca solo AdWords, non è un campo nel quale l’esperienza di una volta, garantisce il risultato due volte. Tanti sono i fattori in gioco e tanto vanno monitorati. Ciò che sembra scontato sul prodotto, non lo è mai sui servizi. Davvero difficile soprattutto perché spesso dal teaser alle iscrizioni ci sono tempi brevissimi… come preparare un matrimonio in una settimana. Quindi rimboccarsi le maniche e analizzare i dati con celere frequenza.

 

 

Contenuti consigliati


 

Bio Gloria Bassi

Sono Top Contributor di AdWords e di Google My Business. Nel mio percorso di studio, la decisione di passare dall'adv tradizionale a quella digitale, è stata azzeccata. AdWords mi ha sempre incuriosito, così ho deciso di approfondire e il mio lavoro di AdWords Account Manager mi dà grande soddisfazione! Google My Business è uno strumento straordinario e in poche mosse può dare un grande aiuto. Se vengono uniti, sono ancora più potenti!