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Ottimizzazione Display: la struttura delle campagne. #OKDisplay

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In un precedente articolo abbiamo sottolineato come molto spesso si senta dire “in giro” che la Rete Display non funziona, che consuma tutto il budget di AdWords, che non performa come dovrebbe, che ha CTR particolarmente bassi e che non consente di ottenere conversioni ma anche come queste “voci di corridoio” non sempre si riferiscano a campagne Display adeguatamente ottimizzate.

 

Uno dei primi aspetti da prendere in considerazione per creare e gestire delle campagne AdWords sulla Rete Display di Google che siano efficaci ed efficienti è senza dubbio la struttura di base delle campagne stesse.

 

Google AdWords, come impostazione predefinita, suggerisce l’uso di “Rete di Ricerca con Selezione Display”, di cui abbiamo trattato in questo articolo, che coniuga le due diversi reti in una campagna sola.

 

Sebbene questa soluzione sia rapida, semplice e, nella maggior parte dei casi, anche adeguata alle aspettative di un inserzionista medio, senza dubbio non rappresenta la via migliore per utilizzare in modo ottimizzato la Rete Display di Google.

 

Suddividendo invece le due tipologie di reti in altrettante campagne è invece possibile disporre di maggior flessibilità, autonomia decisionale e facilità di gestione dei budget.

 

Quindi, in fase di creazione di una nuova campagna è opportuno selezionare “Solo Rete Display”: è possibile scegliere uno degli obiettivi proposti dal sistema, che comporterà la strutturazione “standard” in base all’obiettivo stesso, o “Nessun obiettivo di marketing” che garantirà il completo controllo sulle impostazioni.

 

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La seconda opzione è quella preferibile per chi ha voglia di controllare l’intero processo mentre la prima sarà utile ha chi ha poco tempo, voglia o conoscenza per procedere alla configurazione completa: se hai scelto la prima opzione non so quanto ti possa essere utile leggere questa serie di articoli Smiley Felice

 

Fondamentale è inoltre la suddivisione delle campagne in gruppi di annunci che ospitino temi pertinenti in modo da massimizzarne la rilevanza e la gestione di annunci più specifici, pertinenti e, dunque, più efficaci ed efficienti.

 

In alcuni casi è anche consigliata la suddivisione in diversi gruppi di annunci di annunci di testo e annunci illustrati: personalmente non utilizzo quasi mai questa strategia e, vista l’introduzione degli annunci native, di cui abbiamo già parlato in questo articolo e in questo, la differenza tra le due forme di annuncio sarà sempre meno significativa.

 

Una volta impostata la tipologia di campagna è opportuno prestare attenzione alle opzioni di targeting di località e lingua.

 

Le impostazioni di località sono fondamentali per assicurarsi che gli annunci siano mostrati solo a utenti che si trovano in un luogo pertinente con la proposta da promuovere o che dimostrino, tramite le loro attività di navigazione, di avere un interesse nei confronti della località stessa.

 

Le impostazioni inerenti la lingua dovrebbero sempre prevedere anche la lingua inglese perché una buona percentuale delle navigazioni di utenti di lingua italiana avviene attraverso interfacce in inglese.

 

Un’ottimizzazione particolarmente importante è inoltre quella che riguarda la quota limite di cui abbiamo parlato in questo articolo.

 

La quota limite è una funzione che circoscrive il numero di volte in cui gli annunci vengono proposti alla stessa persona sulla Rete Display ovvero la quantità massima di visualizzazioni che vogliamo somministrare a un unico utente.

 

Se la frequenza è il numero medio di volte in cui un utente unico visualizza un annuncio nel corso di un determinato periodo di tempo, utilizzando la funzione della quota limite, è possibile regolamentarla e dunque controllare in modo preciso il numero massimo di volte che un annuncio viene visualizzato dalla stessa persona sulla Rete Display in uno specifico lasso temporale.

 

Attivando la quota limite è dunque possibile limitare la frequenza di esposizione su una singola persona impostando il numero massimo di impressioni visibili al giorno, alla settimana o al mese da uno stesso utente: non esiste un numero ottimale da impostare e molto dipende anche dalla strategia da mettere in atto ma, indicativamente, tenere una quota limite tra 4 e 8, può essere un buon compromesso.

 

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Questi suggerimenti di base sono molto semplici da mettere in pratica, l’importante è ricordarsene sempre!

Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.