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Remarketing Search vs Display 3 a 3 - #AWSeries

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Sommario

Remarketing si o no? E soprattutto quale tipo di Remarketing? Non sempre gli utenti capiscono come usare questo potente strumento di marketing, lasciandosi trasportare, alla fine, soltanto dall'intuito. Ma nel marketing digitale, dell'analisi scientifica dei numeri, niente può durare se supportato solo dall'intuizione. Sono i numeri che devono dimostrare l'essenza delle azioni che si compiono.

 

Pull e Push

Sulla base di questo, è utile sempre capire, anche se rischio di scadere nel ripetitivo concetto accademico, che le attività su rete ricerca sono definibili come "pull", mentre in display, lavoriamo in "push".
Ciò significa che nel primo caso, lavoriamo in funzione di una specifica domanda dell'utente. Mentre nel secondo caso - display - intercettiamo l'utente sulla base di un'azione che ha si compiuto, ma durante una fase di "stanca" nel suo percorso. O almeno durante una fase nella quale probabilmente non sta penando a noi.
In questo contesto, proviamo a vedere perché Search e Display pareggiano nel conto delle macro utilità.
Non è meglio ricerca o display. Dipende solo dall'uso, ovviamente.

 

Remarketing Search

1. Visitatori e -Visitatori
L'ABC della remarketing. L'utente ha visto o meno il sito internet?
Parto dall'assunto che in un remarketing che si rispetti, l'annuncio deve cambiare sulla base della precedente azione dell'utente (prospect). La regola numero uno quindi, è capire come performano gli utenti che hanno già visto il sito e come quelli che ancora non ci sono atterrati.
Un utente che ha già visto il sito, dovrà essere soggetto a un messaggio diverso.

 

2. In carrello, ma senza acquisti
Il più implementato da sempre. Ma anche autore di straordinarie performance. Un prospect entra nel sito, naviga e inserisce il prodotto in carrello... ma non lo compra. Successivamente continua a cercare e dobbiamo provare a catturarlo, per trasformarlo in cliente! Cercate di settare delle regole, aggiustate l'offerta al positivo soprattutto nei primi giorni di navigazione. Se alla fine ha deciso che non siamo la sua scelta, meglio escluderlo o aggiustare l'offerta al negativo. Ma è evidente che nel momento in cui ha inserito in carrello... stava credendo in noi!

 

3. Hanno comprato
Funziona ottimamente se individuate il tempo di riacquisto del cliente. Cliente che compra ciclicamente, non è detto che sia stato fidelizzato. A tal proposito, fare un remarketing clienti, potenziando l'offerta su questo pubblico e settando correttamente la durata del cookie è fondamentale.
L'annuncio dovrà suggerire di ricomprare da noi. Si è trovato bene? Comprerà... ma provare a incentivarlo magari con coupon o sconti (meglio se supportati da una buona DEM), sarà utile soprattutto le prime volte. Una volta che il cliente è fidelizzato, le nostre azioni di remarketing, potranno essere meno invasive.

 

Remarketing Display

1. Dinamico Ecommerce
Ricordandovi di pensare soprattutto se escludere o meno chi ha già comprato, il remarketing dinamico è quello che più affascina i clienti. Spesso, come consulenti, ci chiamano per dire che hanno visto un prodotto e poi lo hanno nuovamente visto mentre navigavano su altri siti. La cosa fantastica di questo strumento, è che non è tendenzialmente percepito come fastidioso (se rimuoviamo chi compra). Anzi... ci ricorda di comprare e alla fine ha anche tassi di conversione particolarmente alti!

 

2. Awareness di interesse
Sapete che non credo molto nell'Awareness. Ma se catturiamo l'utente interessato al nostro prodotto, è sicuramente più performante. Configurare quindi un banner che segua il cliente che è interessato e che ha già visitato il nostro sito, è tatticamente utile ai fini della conversione. Questo vale a prescindere dal suo interesse nel nostro sito web. Una ricerca lo ha portato su sito. Ricordiamogli che esistiamo! Magari attenti solo a gestire le visualizzazioni. 3 o 4 al giorno, potrebbero essere sufficienti.

 

3. Consideration per argomenti
Attenzione, intendo argomenti del sito. L'utente che ha vistato il nostro sito, potrebbe essere interessato a un prodotto. Magari ha anche convertito. Seguirlo in rete - senza esagerare con le visualizzazioni - ci aiuterà a fargli capire che abbiamo anche altri servizi/ prodotti.

 

Conclusioni

Un pareggio. Tattico. Capire come distribuire i nostri elenchi è utile, ma senza esagerare. Troppo spesso generiamo segmenti di pubblico, che poi non si trasformano in performance migliori. Non forzate l'uso del remarketing. Il remarketing è utile, quando i numeri lo confermano!

 

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Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.