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Rivoluzione a catena dalla scomparsa della colonna di destra #AWSeries

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Verso la fine di febbraio 2016 Google ha annunciato la rimozione degli annunci di AdWords nella colonna di destra delle proprie SERP.

 

L’annuncio ha costituito una vera e propria rivoluzione che ha determinato la possibilità di posizionare gli annunci soltanto nella parte superiore e nella parte inferiore della pagina dei risultati di ricerca.

 

In particolare, gli annunci mostrati nella parte superiore della pagina, sono diventati 4 (invece di 3) per le ricerche identificate come “query significativamente commerciali”.

 

L’attrattività della colonna di destra era diminuita sensibilmente e, come riportavo in un articolo del 2004, in tempi non sospetti, era utile solo per campagne low budget che potevano essere soddisfatte con pochi clic e che quindi non necessitavano di grandi visibilità.

 

Negli ultimi periodi del 2015 rilevavo che per molte campagne il posizionamento a fondo pagina aveva delle performance nettamente superiori a quelle ottenute dagli annunci pubblicati nella colonna di destra.

 

Sempre nel sopracitato articolo, l’analisi di eye-tracking che avevamo condotto rilevava, invece, come la colonna di destra fosse un valido posizionamento per gli annunci Shopping; tale constatazione è emersa anche dalle ben più complesse indagini svolte dal gigante di Mounain View per cui, per i feed di prodotto e per gli annunci nel Knowledge Panel, i posizionamenti a destra sono tuttora validi.

 

Questo cambiamento radicale ha comportato una sostanziale somiglianza tra le SERP nei diversi dispositivi e, per le query commerciali, una notevole riduzione dello spazio riservato ai risultati organici al punto che, a determinate risoluzioni, soltanto i risultati a pagamento sono visibili above the fold.

 

L’uniformità visiva, sebbene con qualche differenza dovuta, ad esempio, alla quantità media di annunci inferiore su mobile, rappresenta un vantaggio per gli inserzionisti perché l’utente tende a ritrovare, da qualsiasi dispositivo si connetta, una navigazione che diventa, di fatto, convenzionale e che quindi agevola le interazioni.

 

A livello di offerte e di CPC ancora la quantità di informazioni raccolta non è sufficiente a trarre considerazioni supportate da dati ma mediamente, almeno nella mia esperienza personale, l’eventuale aumento di costo non sembra dipendere in maniera diretta e univoca da questo cambiamento.

 

La rimozione degli annunci nella colonna di destra ha generato però un’altra rivoluzione ben più significativa: la lunghezza dei testi degli annunci e quindi il loro aspetto “visivo”.

 

La contestualizzazione degli annunci nelle parti superiore e inferiore della pagina ha “liberato”, di fatto, dello spazio nelle SERP e, quindi, il limite di caratteri precedentemente esistente è stato rivisto.

 

In occasione del Google Performance Summit di fine maggio è stata dunque annunciata anche questa importante modifica che ha riscritto la struttura degli annunci di testo AdWords:

  • Titolo: il precedente limite di 25 caratteri su una riga viene sostituito da due righe di 30 caratteri ciascuna;
  • Descrizione: le due righe fino a 35 caratteri ciascuna vengono sostituite da una riga che può contenere fino a 80 caratteri;
  • Url di visualizzazione: viene estratto in maniera automatica dall’url di destinazione finale.

 

Considerato il poco spazio disponibile fino ad oggi su AdWords, questi cambiamenti sono il risultato più importante della rimozione della colonna di destra: ben 35 caratteri in più per il titolo (anche su due righe) e 10 per la descrizione che non ha più il problema della necessaria suddivisione in due righe.

 

Fino a poco tempo fa gli annunci avevano uno sfondo di colore diverso e si trovavano principalmente nella colonna di destra mentre, adesso, grazie a questi cambiamenti combinati con la dicitura “Ann.” scritta in un meno appariscente colore verde, si trovano contestualizzati nella SERP in modo sempre più uniforme ai risultati organici.


AdWords per la Rete di Ricerca sembra destinato a diventare sempre più una forma di native advertising con tutti i vantaggi che ne derivano: nessun problema di banner blindess, CTR più elevati e notevoli opportunità per gli inserzionisti.

Bio Marco Biagiotti

Laureato in economia ma ufficiosamente hacker, è socio amministratore di Telemaco, agenzia di marketing in Italia e in Marocco, Top Contributor di Google Ad​W​ords​, formatore e​ autore di libri quali Web Marketing Internazionale, Social Media Advertising e Google ​Data Studio Per Tutti. ​​La potenza di AdWords sia in ottica di pubblicità che di raccolta di informazioni non poteva non sedurlo e coinvolgerlo al punto di aiutare altri che vi si avvicinano.