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Scegli come target la posizione della pagina di ricerca - #AWSeries

AdWordSeries

 

Sommario


 

In tempi non sospetti, ho scritto più volte di questa strategia. Sicuramente suggestiva e dal fascino "old school" in quanto riprende il vecchio e abbandonato concetto di "voglio stare lì", ma nel suo importante valore tattico, chiaramente, ha dei contro talvolta imbarazzanti. Scopriamo quindi insieme se e quando utilizzarla.

 

 

 

Come si configura


 

Se seguite questa serie di articoli, saprete che si raggiunge da colonna sinistra, libreria condivisa. Poi selezionate le Strategie di offerta flessibili e infine "Scegli come target la posizione della pagina di ricerca".
A questo punto impostate il nome, ricordando di metterne uno comprensibile e iniziate a impostare i parametri.

Località - orribile modo di tradurre "location" probabilmente. Direi che è evidentemente meglio considerarlo come "posizione" o target. Indica di fatto se volete stare in prima pagina (un posto vale l'altro) oppure in alto.
Importante... rispetto a qualche mese fa, oggi con "in alto" si intende anche sulla colonna di destra, non solo nei primi tre risultati a sinistra. Questo perché molto spesso, una buona posizione in alto a destra ha comunque CTR straordinari, paragonabili a quelli delle "premium" e a costi più contenuti.

Automazione delle offerte - utile riportare quanto afferma il fumetto:
"Come utilizzarla: se scegli la prima opzione, il sistema AdWords imposta le offerte per te, aumentandole o diminuendole per pubblicare l'annuncio nella prima pagina o nella parte superiore della prima pagina dei risultati di ricerca.

Con la seconda opzione, puoi impostare le tue offerte nella colonna “CPC max”. Se sono troppo basse per consentire la pubblicazione del tuo annuncio in posizioni prioritarie, AdWords aumenta automaticamente le tue offerte."

Aggiustamento delle offerte - basato sulla stima del CPC che occorre per quella determinata posizione, l'aggiustamento consente di aumentare o ridurre l'offerta. A fini tattici è particolarmente importante. Questo perché se il costo minimo è il medesimo tra vari inserzionisti e le condizioni di qualità idem, aggiustando l'offerta possiamo provare a stare leggermente sopra (o sotto) al nostro concorrente.
Un valido alleato quindi per garantirsi effettivamente un posizionamento calibrato.

Limite di offerta massimo - mai dimenticare quanto è utile. Ponete dei limiti a voi stessi e alla piattaforma. Cercate di limitare la spesa. Sono clic. Non dimenticatelo mai e quindi considerateli sempre nel contesto del ROAS che producono. Limitarne il costo, è fondamentale.

Includi campagne - vi fa scegliere da subito se associarlo a determinate campagne. Ricordate che tale strategia, è possibile associarla anche a singoli gruppi o a specifiche parole chiave. E' consigliabile quindi saltare questa parte, nella maggior parte dei casi!

Le opzioni avanzate invece si riferiscono come al solito all'attuazione delle specifiche di strategia a tutti gli elementi coinvolti, oppure escludendo l'attivazione della strategia per parole chiave a basso punteggio di qualità o ancora nei casi di limitazione di budget.

 

 

 

 

Ma funziona?


 

Ecco... questo è il dilemma. Diciamo qualche volta si e qualche volta no. Il motivo lo abbiamo trattato anche nel precedente articolo "Strategie d'offerta flessibili: come utilizzarle".
Il problema, abbiamo notato in agenzia, si ha quando subentrano degli aggiustamenti di offerta. E' molto probabile che in questi casi, il sistema comunque non riesca a mantenere sempre quanto promette.
Se quindi le campagne competitor sono molto articolate, con tanto di aggiustamenti capillari su device, località, orario e la vostra campagna è invece basata solo sulla formula "avere parola = pagare questo", il sistema "impazzisce" e non noterete consistenti miglioramenti della posizione, oltretutto con la penalità del costo più alto.
In poche parole, se ambite alla vetta, la vostra campagna è strutturata in modo semplice e i vostri competitor vi fanno arrabbiare perché vi stanno sempre sopra, ponetevi il problema alla fonte, non alla foce. Lavorate sulla qualità, la destinazione, le inverse, ma dimenticate la corsa alla posizione tramite strategia. Il costo sarebbe trooooppo alto.
Diverso è invece se avete un account con tante parole chiave e non siete avvezzi all'uso di altre automazioni. In questo caso, se imponete al sistema di non lavorare in limitazione di budget o con qualità bassa e volete metter le vostre chiavi almeno in prima pagina, questa strategia, potrebbe fare al caso vostro.

 

 

 

 

Conclusioni


 

Sottopongo l'attenzione su un dettaglio. Sono anni che diciamo che AdWords non è un'asta al rialzo, eppure questa strategia dice il contrario. Non è quindi secondo il mio parere la soluzione più felice, perché riduce tutto al costo. E l'aumento dei costi, deve essere monitorato in modo scrupoloso. Produce maggior ROAS? Lo riuscite a monitorare sugli obiettivi intermedi?
Se l'aumento dei costi, aumenta KPI e obiettivi, allora procedete pure.

 

 

 

 

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Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.