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3 modi originali di usare il remarketing via Analytics

Sommario


 

Implicazioni del garante a parte, i cookie sono una panacea non solo per l'azienda che ha modo di parlare in modo corretto ai propri prospect o customer, ma anche per questi ultimi stessi, poiché si trovano di fronte un percorso di acquisto più ordinato e meno nevrotico.

 

 

Le implicazioni "filosofiche" dei cookie


 

Il concetto di cookie è disgraziatamente associato a un software spia. Chi non conosce il reale utilizzo, gli attribuisce il simpatico nome di "biscotti"... e quindi si immagina qualcosa che mai e poi mai (come in effetti dovrebbe essere), potrebbe nuocere se accettato nella navigazione. L'idea che però spesso se ne dà, è opposta ed è appunto quella di spiare l'utente.
Il punto è che internet, il web o il digital insomma, sono palcoscenici pubblicitari. Non è come guardare la televisione, dove può esistere la scelta di alzarsi dal divano mentre si guarda un programma e parte la pubblicità.
Internet esiste, perché esiste la pubblicità. Il binomio è d'obbligo. Senza pubblicità, i pochi introiti o l'assenza degli stessi, porterebbe alla scomparsa della democrazia stessa che deve essere sovrana sul web. Questo significa che più si ottimizzano i costi pubblicitari e maggiore è il ritorno sull'investimento, più facile sarà - e sempre di più dovrebbe e dovrà essere - avere contenuti davvero sensazionali. Non c'è un'implicazione politica. Assolutamente no! Non c'è niente di politico nel poter scegliere, senza violenza, quali contenuti visualizzare. E badate bene, che il remarketing, coi suoi cookie, non impedisce all'utente di visualizzare contenuti che desidera, ma si limita a togliere una parte della pubblicità "spazzatura", quella più imposta (push), sostituendola con contenuti di almeno presunto interesse (pull, anche se borderline).
I cookie e il remarketing, non sono il male. Non è "per colpa di", ma "grazie a", che si vedono contenuti mirati sui gusti del navigatore.

 

 

Analytics e il remarketing


 

Come già letto su queste pagine, o su altre, Analytics oggi consente di creare segmenti per il remarketing da poter usare anche in rete ricerca. Ho fatto tutto il preambolo iniziale, perché molti lo hanno definito un paradosso. Possibile che proprio nel momento in cui si scopre la pentola sotto all'arcobaleno, ricominci il temporale? Purtroppo così è, ma una volta messe a punto tutte le questioni tecniche e legali, legate alle nuove normative, non ci resta che immaginare in che modo e perché, questa novità potrebbe davvero cambiare il "sistema pubblicità" e dedicare a specifico utente, specifico messaggio. A ogni target, il suo prodotto.
Attenzione... non necessariamente questi segmenti che vedremo tra poco, non sono possibili via AdWords, ma il modello Analytics è davvero più semplice e intuitivo da creare.
Vediamo quindi quali potrebbero essere 3 segmenti di pubblico da usare in campagna, per migliorare il messaggio dedicato e veicolare con successo le vendite.

 

 

Esempio 1 - Fanatici del colore


 

Non è affatto strano affermare che il colore degli oggetti ne veicola l'acquisto. Questo tipo di lista è applicabile a qualsiasi prodotto, anche alla vendita di libri se vogliamo, dove di fatto il colore della copertina attira l'attenzione dell'utente. Immaginatevi di essere in una libreria di una stazione ferroviaria e di voler comprare un libro. La prima cosa che probabilmente vi attira è proprio la sua copertina.
Ecco, qui è necessario che il sito web, in qualche modo, consenta di marcare con correttezza la variabile colore. Lo si può fare con un evento, con un indirizzo di pagina nel quale è presente la variabile, con un titolo e via dicendo.
Il punto è capire quale è il colore che interessa al cliente e mostrargli quindi degli annunci pertinenti al suo interesse.
Ha navigato nel nostro sito. Ha visto 4 scarpe di colore verde. Alla prossima ricerca che fa, mostriamogli un annuncio che parli di scarpe verdi e che lo porti in una landing piena di scarpe di questo colore!

 

 

Esempio 2 - Ricerca + Ricerca = Risultato


 

Un utente che entra in un sito e ne usa il motore per cercare di nuovo, è sia un utente che non sta trovando quello che voleva, sia un utente che ci sta parlando con chiare intenzioni.
Immaginiamo che sia entrato con una chiave di ricerca generica (vacanze in puglia) e che poi usi il motore interno per cercare più precisamente hotel a taranto. Può voler dire che ha scelto la sua località? Magari si. Alla prossima ricerca generica, mostriamogli proprio questa località, meglio ancora se il suo segmento lo farciamo imponendo un certo tempo su sito e un numero di pagine visualizzate!

 

 

Esempio 3 - Comportamento


 

Prima visita Rimbalza? Non lo escludiamo dagli annunci... la prossima potrebbe navigare!
Quindi analizziamo il comportamento della prima visita e quello della sua seconda sessione. La prima volta potrebbe aver avuto poco tempo a disposizione... ma se torna dopo un rimbalzo e naviga... analizzarne il comportamento potrebbe essere una chiave di vendita infallibile!

 

 

Conclusioni


 

Ho tralasciato l'aspetto tecnico perché esistono tanti modi per fare tutto. Dipende da come è strutturato il vostro sito e quante sono le vostre skills di programmazione... o almeno quanto potete chiedere al vostro programmatore. Il concetto è che col remarketing dinamico si può fare tutto!

 

 

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Bio Andrea Testa

Lavoro in ambito web dal 1993 e da sempre mi occupo di indicizzazione e marketing. Dal 2005 affronto l'advertising online e l'indicizzazione con un'ottica prettamente SEM, dedicata cioè al Search Engine Marketing, comprese le sue attuali derivazioni legate ai Social Media. Dal 2012 sono docente di Web Marketing al Corso di Laurea Magistrale in Marketing Consumi e Comunicazione alla IULM di Milano.