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Cos'è Google Analytics e come utilizzarlo

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Google Analytics è uno strumento di analisi gratuito (o a pagamento per la versione Premium). Attraverso uno script di monitoraggio, da implementare nel proprio sito web, è possibile recuperare informazioni importanti sulla navigazione del sito web.

Ricordiamo che la navigazione di un sito web è pur sempre un tipo di risposta che il consumatore fornisce sullo stimolo delle attività aziendali. Saper leggere i dati può fare luce su quali aspetti della strategia o del marketing mix occorre cambiare per assecondare maggiormente le necessità del cliente/utente.

 

Per cominciare a raccogliere dati con Google Analytics, non vi resta che accedere a Google Analytics e creare un nuovo account, per questi dettagli e istruzioni per l’implementazione del codice di monitoraggio vi rimando a questo articolo

 

La presentazione dei dati

Il codice di monitoraggio consentirà a Google Analytics di raccogliere i dati per mostrarli nei rapporti standard, dove potrete andare a leggerli ed analizzarli.

Per accedere ai rapporti, dal pannello di amministrazione Google Analytics cliccate, sulla barra in alto a sinistra, la voce “rapporti”, la schermata vi si aprirà sulla sezione “Pubblico > Panoramica” con riferimento temporale all'ultimo mese, potrete cambiarlo dall'apposito riquadro in alto a destra. Dal menu grigio a sinistra potrete leggere altri diversi raggruppamenti di report, andiamo a descrivere quelli più importanti per un’analisi utile:

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  • Pubblico, quello che si apre di default, riguarda tutti i dati relativi agli utenti, ovvero la localizzazione, il dispositivo utilizzato per connettersi (report “mobile”), il comportamento (se sono utenti nuovi o di ritorno). Inoltre è possibile attivare i dati demografici e sugli interessi per ottenere ulteriori informazioni sul tipo di pubblico.
  • In tempo reale (voce posta più in alto sul menu), è il set di dati che mostra quello che avviene sul sito in quel preciso momento, è possibile quindi capire se il tracciamento avviene correttamente o se ci sono problemi.
  • Acquisizione, è il rapporto dedicato alla raccolta delle informazioni sui canali di accesso al sito web (mezzo e sorgente), Analytics riconoscerà autonomamente gli accessi diretti, dall’organic e dai canali social, quelli di AdWords saranno disponibili solo se i due account saranno collegati. Oltre alle informazioni generiche sulle performance dei canali, per gli accessi attraverso la ricerca organica (ottimizzazione per i motori di ricerca) , AdWords e canali Social, sono disponibili dettagli più approfonditi.
  • Comportamento, è il gruppo di rapporti che racconta cosa fa l’utente sul sito, quali contenuti (pagine) guarda e con quali interagisce maggiormente, da quali pagine entra e da quali esce e il tempo di caricamento delle pagine (magari quelle con maggior tasso di uscita sono quelle più lente a caricarsi). Altre sezioni utili, ma da attivare appositamente, sono: il monitoraggio della ricerca sul sito (si attiva dalle impostazioni della vista Analytics); gli eventi, ovvero il monitoraggio di interazioni particolari col sito (click su bottoni, richiesta informazioni); infine la sezione “Publisher” utile a ricavare informazioni sulle pubblicazioni a pagamento ospitate sul nostro sito (deve esserci il collegamento con AdSense o Ad Exchange).
  • Conversioni, questo è il rapporto fondamentale per monitorare il raggiungimento degli obiettivi di business, ovvero delle azioni intraprese dall’utente che andranno a definire il successo o meno del nostro sito web. Le conversioni possono essere principalmente di due tipi: economiche, ovvero le transazioni (in questo caso è necessario attivare il monitoraggio e-commerce dalle impostazioni della vista Analytics); o di natura diversa e monitorate come obiettivi, anche in questo caso dovremo essere noi a scegliere quali monitorare e ad impostarli dal pannello di amministrazione Analytics, potranno consistere nella visualizzazione di una determinata pagina, nello scattare di un evento o nella permanenza sul sito per almeno un certo tempo. Per entrambi i tipi di conversione è possibile sapere quali mezzi ha utilizzato l’utente prima di convertire e come risulterebbe il rapporto con diversi modelli di attribuzione della conversione (ricordiamo a questo proposito che Google Analytics utilizza il modello “ultimo clic con diretto”, a eccezione del “rapporto sulla canalizzazione multicanale” e AdWords il modello “ultimo clic AdWords”).
  • Report personalizzati, una volta che vi siete ambientati nei report Analytics, potrete selezionare le metriche e le dimensioni che più vi interessano e raggrupparle in uno o più report personalizzati, in modo di avere i vostri KPI sempre a portata di mano. Per creare un rapporto personalizzato vi basta cliccare sulla voce del menu in alto a sinistra “personalizzazione”.

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Definizioni per la lettura dei report

Nella presentazione dei rapporti è possibile che vengano utilizzati termini tecnici che possono creare confusione, anche se la definizione del concetto può essere molto più semplice. Inoltre, per una corretta lettura dei dati, può essere necessario approfondire come Google Analytics calcola alcune metriche. Di seguito vi presento dunque alcune definizioni e alcune spiegazioni.

 

  • Le “sessioni” sono le visite. Una sessione è definita come il periodo tra la prima e l’ultima richiesta effettuata su un sito web. Dura 30 minuti (nel senso che dopo 29 minuti di inattività la sessione si chiude automaticamente) oppure scade allo scattare della mezzanotte. L’utente entra sul sito e visita una o più pagine, ogni sessione è caratterizzata dalle azioni che il singolo utente compie in quell’arco temporale (appunto i 30 minuti).  Se dopo quel periodo di tempo l’utente selezionerà una voce da menù, o comunque richiederà di accedere ad un’altra pagina, allora scatterà una nuova sessione (questa però risulterà comunque effettuata dallo stesso utente, che sarà quindi considerato “di ritorno” o “ripetuto”). Se nell’arco dei 30 minuti esce dal sito e vi rientra, per lui verranno calcolati 2 accessi e 1 sessione.
  • La frequenza di rimbalzo (o bounce rate). Calcola la percentuale di visitatori che atterrata sul sito esce senza proseguire la navigazione, quindi in questo caso, la prima e l’ultima pagina visualizzate coincidono. La frequenza di rimbalzo ottimale è al 30% circa, qualora registraste dei valori più alti è necessario andare a cercarne le cause, potrebbero risiedere nella cattiva progettazione del target di una campagna di marketing, o nell’utilizzo di un sito referrer poco coerente con la pagina di destinazione, in ultima istanza con una mancata pertinenza con la pagina di atterraggio e gli intenti di ricerca dell’utente.
  • Durata della sessione media (o tempo su pagina), le metriche temporali, vengono calcolate usando la differenza temporale tra l’ultima richiesta al server e la prima, quindi non può essere calcolato il tempo trascorso sull’ultima pagina visualizzata, dal momento che in quel caso l’ultima richiesta arriverebbe al server di un altro sito. Questo dato sarà quindi sempre incompleto (anche se può essere recuperato con specifici eventi).
  • Differenza tra Mezzo e Sorgente, per comprendere meglio questo concetto vi suggerirei di considerare il mezzo come il contenitore e la sorgente come il contenuto, o ancora il mezzo come il generale e la sorgente come il particolare. Avremo così quindi la voce generica “mezzo” = “organic”, che contiene più parti, ovvero “sorgenti” = google, bing, ecc.

 

Queste sono tutte le informazioni che potrete recuperare dal vostro sito web attraverso il codice di monitoraggio Google Analytics, è naturale che il complesso di queste informazioni deve essere letto nel modo giusto per trarre conclusioni utili. E’ importante selezionare i KPI, gli indicatori di prestazione chiave, che potranno darci indicazioni su come prosegue la nostra attività di business.

Vi sarà semplice valutare il frutto degli investimenti sui diversi canali utilizzati nella strategia di marketing, comprendere quale mezzo ha convertito di più e conseguentemente capire come variare la strategia.

Il controllo del comportamento può far scattare campanelli d’allarme su pagine “dormienti”, da ottimizzare o pagine molto visitate con alto tasso di uscita, che potreste sfruttare per AdSense.

 

Non si possono descrivere tutte le possibilità offerte da questo strumento, ma con un po’ di pazienza e con l’aiuto della guida e della community potrete scoprire nuovi modi per leggere e costruire i report in maniera più efficace.

Cosa aspettate a cominciare?

Bio Mariella Boccia

Dopo la laurea magistrale in digital marketing management cerco di costruire il mio futuro in questo campo. Credo fortemente nel potere della web analytics, come supporto alle strategie di marketing. Devo molto a internet e voglio ricambiare imparando al meglio i suoi segreti. La community di AdWords è una bella messa alla prova delle mie capacità, inoltre mi permette di aiutare gli altri, arricchendo le mie conoscenze: vantaggio per tutti!

Commenti
da Daniela D
in data ‎01-03-2016 16:38

Ciao Mariella, posso applicare il tag di monitoraggio di google analytics su un un sito web creato con la versione gratuita di wordpress?

 

da Deborah Terrin
in data ‎31-05-2016 08:03
Grazie Mariella', l'articolo mi è stato utile soprattutto per il dato sulla percentuale di rimbalzo, hai un dato ottimale anche per la durata di sessione media? Grazie mille Deborah