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FAQ Analytics #9: Perché utilizzare un report personalizzato?

Perché, e come, utilizzare un report personalizzato?

Messaggio tipo: “Salve a tutti, ... sto cercando di creare dei rapporti personalizzati, in modo da riceverli settimanalmente via e-mail, qualcuno sa aiutarmi a trovare quelli migliori?

 

Non è forse la creazione di rapporti personalizzati in se’, ma piuttosto la possibilità dell’inviarli automaticamente alla nostra casella di posta, o a quella di altri contatti, quello che rende più accattivante i rapporti personalizzati per gli utenti della community. Ma prima di affrontare questo aspetto che sicuramente è importante, andiamo a spiegare di cosa si tratta.

Dal pannello di amministrazione Analytics puoi accedere alla sezione “Personalizzazione” e da lì creare i rapporti che ritieni più utili per la tua attività di analisi, o in alternativa selezionarli tra quelli pubblici.

Per impostarlo occorre scegliere una o più metriche (i dati prettamente numerici) e dimensioni (attributi delle metriche: città, lingua, categoria dispositivo) e attivare il rapporto, una volta attivato puoi scegliere di applicarlo a una o più viste associate a quell’account.

 

Adesso cerchiamo di capire come utilizzarli al meglio. L’utilità dei rapporti personalizzati è anche quella di creare dei report che non vengono creati su Analytics di default, ma che abbiano le informazioni più interessanti per la nostra attività.

Non ha molto senso creare rapporti estremamente complessi, altrimenti tanto vale utilizzare quelli di base di Analytics, in questo caso tocca fare un “sunto” di quanto ci serve. Bisogna quindi procedere con la definizione di quelli che sono gli obiettivi aziendali, ovvero quali attività previste sul sito web procurano all’azienda il raggiungimento degli obiettivi economici. Naturalmente gli obiettivi possono essere diversi e potremmo averli tracciati appositamente dal pannello Analytics, ma questi sono solo la conclusione di un percorso effettuato nel tempo. In base all’obiettivo principale vanno quindi individuati quelli che sono i KPI (Key Performance Indicator), ovvero quegli indicatori che consentono di comprendere se le attività aziendali stanno progredendo verso il raggiungimento dei propri obiettivi o meno. I KPI sono dei parametri quantificabili selezionati dall’impresa tra tutte le metriche possibili. Sarebbe quindi un’ottima idea quella di creare un rapporto personalizzato che indichi i valori degli indicatori di prestazione, inoltre impostando l’invio automatico mensile di questa e-mail, saremo sempre aggiornati sull’andamento delle strategie di marketing e potremmo intervenire in modo tempestivo nel caso di calo delle performance.

 

Ma quali possono essere altri motivi per utilizzare i report personalizzati? Anche se non si parte col principio di KPI individuati in preanalisi, si possono usare questi rapporti per scoprire delle regolarità che ci aiutano ad avere un quadro più completo del comportamento degli utenti rispetto alla nostra azienda. Dopo aver cercato il dato nei report tradizionali, posso isolarlo nei rapporti personalizzati e studiare come funziona.

A questo proposito ho scelto di riportarvi due esempi tratti dalla mia esperienza.

Il primo riguarda una casa editrice che si occupa di scrivere libri di supporto alle aziende (utilizzati principalmente per formazione sulla sicurezza). Si tratta di un prodotto sicuramente molto particolare, e l’idea iniziale è stata che gli acquisti avvenissero principalmente negli orari di ufficio, in coerenza anche con l’aumento delle visite nei giorni feriali e il netto calo delle stesse durante i giorni festivi. A livello strategico, il comprendere a fondo questo fenomeno, produceva effetti significativi sulla strategia attuata per le campagne AdWords. Ho quindi creato un report personalizzato che riportasse gli acquisti per giorno e ora. Analizzando il rapporto per quattro settimane di fila, ho potuto riscontrare che gli orari delle conversioni coincidevano con le due ore subito successive alla pausa pranzo e con le prime ore di lavoro del lunedì. In termini di comportamento questo significava che era stata fatta ricerca in pausa pranzo o il venerdì della settimana precedente per quella successiva, passando i dati al reparto AdWords, hanno impostato le campagne con massima visibilità negli orari e nei giorni utili, ottenendo un maggior numero di conversioni, dal momento che il budget non veniva spalmato in modo casuale, ma veniva concentrato nelle ore strategiche.

Quello appena presentato è un caso di tracking continuativo , di supporto alle strategie applicate su mezzi specifici, è importante per verificare se la tendenza cambia nel tempo.

 

Il secondo esempio che vi presento è quello di un marchio di abiti da sposa, il quale ha diversi punti vendita su tutto il territorio Italiano. Negli ultimi mesi la stilista di questo marchio sta conducendo una trasmissione televisiva che viene registrata ogni settimana in un punto vendita differente. A questo punto i dati da monitorare per questa iniziativa in particolare, erano essenzialmente 2: 1) aumentano gli accessi al sito web durante la trasmissione? 2) le prenotazioni degli appuntamenti sono nelle città dei punti vendita presentati in trasmissione?

E’ così che ho potuto creare due report personalizzati, il primo che considerasse le sessioni sviluppate per orario; il secondo che considerasse il raggiungimento di ogni obiettivo (contatto, prenotazione) per città.

Il risultato in questo caso è stato che durante le due ore della trasmissione il sito web registrava due terzi del totale delle visite giornalieri: sicuramente un successo per l’awareness del brand!
Le città con il maggior numero di prenotazioni e contatti restavano però le solite, senza grossi incrementi per i punti vendita presso i quali si era svolta la trasmissione: forse occorreva dare più forza al negozio durante la puntata.

Questo è un caso di misurazione dei risultati della strategia di marketing: visualizzare informazioni che sono utili soprattutto in un dato periodo vissuto dall’azienda e che magari non sono fondamentali per le analisi di routine.

 

Una volta realizzati rapporti persnoalizzati per questi diversi elementi, ho potuto scegliere di inviarli al mio capo e al cliente con scadenza settimanale. Nel primo caso si tratta di un solo rapporto e quindi l’e-mail è unica.

Nel secondo caso si tratta di due rapporti che vanno ad analizzare due aspetti di uno stesso fenomeno (argomento, in questo caso l’ultima puntata), l’invio automato di e-mail li avrebbe inviati separati mentre andavano visti nell’insieme. Dunque ho importato i rapporti personalizzati in una dashboard (insieme di rapporti selezionati personalmente e messi sullo stesso pannello Analytics, in modo da consentire una pratica lettura d’insieme) che ho appositamente creato e alla quale ho aggiunto alcuni rapporti standard di Analytics, impostando quindi l’invio automatico per e-mail dalla dashboard e non dal report personalizzato. Adesso ogni settimana il cliente è aggiornato su come sia andata l’ultima puntata della sua trasmissione e il mio lavoro si è semplificato.

Siamo giunti al termine di questo appuntamento, spero che ora risulti abbastanza chiaro perché è utile creare i rapporti personalizzati e come crearli. Personalmente sono convinta che tre elementi siano fondamentali per questa operazione: buona conoscenza del settore in cui opera la nostra attività; consapevolezza delle strategie in atto; tanta curiosità.

E tu che rapporto hai creato? Magari puoi renderlo pubblico e condividerlo anche con altri utilizzatori di Analytics!

 

Mentre sperimentate i vostri rapporti personalizzati vi lascio alcuni approfondimenti. Alla prossima!

 

https://www.it.adwords-community.com/t5/Google-Analytics-e-Rapporti/Rapporti-personalizzati-e-invio-...

https://www.it.adwords-community.com/t5/Google-Analytics-e-Rapporti/Eventi-e-rapporti-personalizzati...



Bio Mariella Boccia

Dopo la laurea magistrale in digital marketing management cerco di costruire il mio futuro in questo campo. Credo fortemente nel potere della web analytics, come supporto alle strategie di marketing. Devo molto a internet e voglio ricambiare imparando al meglio i suoi segreti. La community di AdWords è una bella messa alla prova delle mie capacità, inoltre mi permette di aiutare gli altri, arricchendo le mie conoscenze: vantaggio per tutti!

Commenti
da Collaboratori Principali Alumni Enza Maria S Collaboratori Principali Alumni
in data ‎17-03-2015 14:59

Grazie Mariella! 

 

Siamo curiosi di sapere la vostra su questo tema. Avete esperienze in merito?