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I rapporti sulla SEO in Google Analytics: cosa sono e come leggerli

Prima di affrontare i rapporti sulla SEO in Google Analytics, mi sembra opportuno chiarire cosa si intenda per SEO (Search Engine Optimizer), ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Si tratta dell’altra faccia della medaglia rispetto a Google AdWords: il traffico organico. Quel traffico che nasce naturalmente, quando l’utente sceglie un risultato non a pagamento da un motore di ricerca. La presenza di un sito e dei suoi contenuti in SERP (Search Engine Results Page), dipende da come il sito stesso e i suoi competitor dialogano con i motori di ricerca. Per far crescere il traffico naturale verso il nostro sito web occorre dunque ottimizzare il dialogo tra esso e i motori di ricerca, ed è questo compito che spetta alla SEO.

 

Non parleremo in questo articolo delle tecniche per l’ottimizzazione organica, ma dei rapporti che Google Analytics offre per supportare le analisi utili alla SEO e come leggere tali informazioni.

 

Abilitare i rapporti per la SEO su Google Analytics

Per utilizzare i rapporti SEO su Google Analytics occorre prima abilitare tali rapporti seguendo alcuni semplici passaggi:

  • Aprire un account Analytics dedicato per esempio al sito miosito.com e montare il codice di monitoraggio Analytics;
  • Utilizzando lo stesso account gmail creare una nuova proprietà su Google Search Console ( attraverso il bottone rosso in alto a destra), come proprietà verrà inserito l’URL miosito.it ;
  • Verificare il sito con Google Analytics (seguendo la procedura guidata da Search Console);
  • Una volta verificato il dominio principale è buona prassi registrare su Google Search Console anche le altre versioni dello stesso dominio: miosito.com , https://.www.miosito.com , ecc .
  • L’ultimo passaggio consiste nel collegare Google Analytics e Search Console: da Analytics, selezionate la proprietà di riferimento > Impostazioni proprietà > scorrete fino in fondo alla pagina, dove troverete il bottone “collega Search Console” cliccate e mi raccomando, prestate attenzione a collegare Analytics alla proprietà principale di Search Console (se il dominio principale è con dovrete collegarlo a quella e così via).

A questo punto, non vi aspettate di vedere qualcosa nei rapporti dedicati prima di una settimana, per almeno due motivi:

  • Se anche avete seguito tutte le regole della SEO, occorrono almeno un paio di settimane affinche si possano vedere i primi risultati.
  • Il rapporto mostra i dati solo fino a due giorni precedenti a quello in corso. Per questo motivo non vi preoccupate se aprite il rapporto dell’ultimo mese e trovate i dati fermi a due giorni prima: è tutto regolare!

Trascorso il tempo giusto, andiamo a vedere il rapporto sulla SEO in Google Analytics: dal pannello principale, selezionamo la vista di riferimento > rapporti > acquisizione > Ottimizzazione per i motori di ricerca, a questo punto possiamo osservare il report sulle query, sulle pagine di destinazione e sulle aree geografiche, vediamo di cosa si tratta.

 

Cosa sono i report sulla SEO in Google Analytics e come utilizzarli

Rapporto sulle query. Uno degli elementi più importanti in ambito SEO è la scelta delle keyword per cui posizionare il proprio sito web, basandosi sulla quantità di ricerche effettuate dagli utenti per una parola chiave e la concorrenza esistente. Per posizionarsi con le keyword giuste, occorre capire con quali query l’utente accede principalmente sul sito web. E’ da qui che nasce il rapporto basato sulle “query” presente su Google Analytics.

Per prima cosa troverete un bel numero di “not set”, che corrispondono a query con pochi clic o che contengono dati personali (leggete le note in giallo che sono importanti!), a questo proposito vi segnalo che se avete un sito personale, è probabile che alcune query contenenti il vostro nome finiscano in quel gruppo, di fatto questo dato si può in parte recuperare ma vedremo dopo come.

Attraverso il rapporto sulle query possiamo sapere quante volte una ricerca ha fatto visualizzare in SERP un nostro risultato (impression), quante volte tale risultato è stato cliccato (clic), il rapporto tra i clic e le impression (CTR) e in che posizione si trovava la nostra keyword (posizione media). E’ naturale che migliore è il posizionamento per una keyword, maggiori saranno le probabilità che il nostro link venga cliccato e che quindi il CTR aumenti.

 

Questo rapporto è importante per fare alcune verifiche sulle query:

  • Ordinando le query per impression in modo decrescente: quelle con più impression e meno clic forse hanno un posizionamento basso? Cerchiamo di ottimizzare la loro presenza sulle pagine di destinazione per migliorare il posizionamento. Stiamo perdendo delle opportunità!
  • Ordinando le query per clic in modo decrescente: le più cliccate sono effettivamente quelle più utili per il vostro business? Se così non fosse c’è da rivedere l’architettura SEO!
  • Ordinando le query per CTR in modo decrescente: se il CTR è alto vuol dire che clic e impression procedono di pari passo, se è basso vuol dire che qualcosa impedisce il clic, questo può essere o il nostro posizionamento basso o un competitor vicino al nostro risultato che fa più gola all’utente. Nell’ultima ipotesi fate attenzione che potreste essere anche voi stessi a farvi concorrenza con annunci AdWords sulle stesse keyword (si può verificare analizzando il CTR per le stesse parole chiave di AdWords, il canale che lo ha più alto è quello che prende anche più traffico).
  • Ordinando le query per posizionamento in modo crescente: migliore posizione vuol dire più visibilità, quindi maggiori probabilità di essere cliccati, è chiaro che una query molto utilizzata è possibile che abbia anche maggiore concorrenza, questo potrebbe essere un grande ostacolo al raggiungimento di una buona posizione in SERP.
  • Verificare se ci sono query inappropriate col vostro tipo di business perché magari potreste essere stati oggetto di spam.

Queste sono solo alcune delle verifiche principali che possiamo fare per il rapporto sulle query, di fatto, alcune pagine possono essere posizionate per più query, quindi una volta effettuate le prime valutazioni, passiamo pure al rapporto legato alle pagine.

 

Rapporto sulle pagine di destinazione: In questo rapporto troverete una piacevole sorpresa: le pagine di destinazione non hanno “not set”, quindi una volta stabiliti i collegamenti principali tra query e pagina, potrete verificare quali tra le altre pagine hanno raccolto clic in più. E’ un lavoraccio ma ne vale la pena, se volete il lavoro basato su meno risultati ma semplificato, potete accedere al rapporto “Analisi delle ricerche” su Google Search Console, selezionare una query specifica e poi andare nel rapporto sulle pagine, o viceversa, in modo da capire a quali pagine portano le diverse query. Questa particolare analisi consente di scoprire nuove keyword su cui posizionarsi, nuove opportunità su cui competere.

Per utilizzare al meglio il report sulle query potete seguire gli stessi passi utilizzati per le query, senza dimenticare che una stessa pagina potrebbe essere ben posizionata per una keyword e male per un’altra, riportando dei valori medi non troppo positivi.

 

Rapporto sul riepilogo geografico: questo rapporto è utile specialmente per chi ha siti multiligua, serve per comprendere se il dialogo con i motori di ricerca avviene proporzionatamente bene in tutti i paesi. Soprattutto per alcuni settori merceologici per lavorare con più lingue, non ci si può basare soltanto sulla traduzione letterale, ma occorre comprendere quali sono le tendenze di mercato nel relativo paese e se può utilizzare query specifiche che magari non esisterebbero in italiano (se per esempio il termine “computer” va bene grossomodo per Italia e Inghilterra, dobbiamo tener presente che in Spagna va tradotto con “ordenador”, nonostante il primo termine possa essere comunque noto).

Facciamo quindi un sunto del processo di base dell’ottimizzazione SEO:

Tutto deve partire da una ricerca sulle abitudini dei vari paesi nel mercato di riferimento, si devono poi verificare i volumi di ricerca delle parole chiave più legate al nostro settore, per ogni paese in cui vorremmo operare (potete farlo con lo “Strumento di pianificazione delle parole chiave” di Google AdWords), in base a queste analisi costruire l’architettura SEO, verificare mensilmente i risultati del rapporto per l’ottimizzazione dei motori di ricerca e migliorare la vostra strategia in base ai risultati.

 

Differenze tra il rapporto di Search Console e Google Analytics

Se vi state chiedendo quale dei due rapporti sia il migliore, io vi dico che andrebbero integrati, il primo permette di visualizzare solo i primi 1000 risultati, ma consente di combinarli in modo molto utile tra di loro, sicuramente più grande è il sito e meno saranno indicativi i risultati. Analytics mostra più risultati, comunque basati sulle prime 1000 ricerche giornaliere, ma sommando quelle di tutte le giornate incluse nel periodo impostato. Di fatto il rapporto presente su Analytics lascia poco spazio alle combinazioni, non si possono applicare i segmenti e l’unica seconda dimensione disponibile è quella relativa al Paese.

Per ottenere risultati più attendibili la cosa migliore sarebbe quella di combinare i due report, utilizzando Search Console per osservare il trend temporale e le combinazioni tra query e dispositivo o query e pagina di destinazione (ecc) e poi cercare di ampliare le considerazioni ai risultati del report fornito da Google Analytics, cercando di osservare i dati per query nuove rispetto a quelle su cui già lavoriamo.

 

Il nostro appuntamento di oggi termina qui, non esitate a chiedere se avete ulteriori domande!

Bio Mariella Boccia

Dopo la laurea magistrale in digital marketing management cerco di costruire il mio futuro in questo campo. Credo fortemente nel potere della web analytics, come supporto alle strategie di marketing. Devo molto a internet e voglio ricambiare imparando al meglio i suoi segreti. La community di AdWords è una bella messa alla prova delle mie capacità, inoltre mi permette di aiutare gli altri, arricchendo le mie conoscenze: vantaggio per tutti!