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Google Tag Manager #3: Funzionamento Tecnico

Abbiamo già visto nell’introduzione cosa è Google Tag Manager e i principali vantaggi che puoi avere se decidi di utilizzarlo.

 

Vediamo adesso il suo funzionamento tecnico. Non aver paura, cercherò di spiegartelo in modo semplice (ci provo, eh).

 

Abbiamo già visto insieme cosa è un Tag.

Ricapitolando, un Tag è uno snippet di codice, ovvero una porzione di codice da implementare in un sito web o un’app per permettere di passare importanti informazioni a strumenti esterni, che possono essere Google Analytics (il più usato), Google Adwords, e così via.

In Google Tag Manager esistono 2 tipi di tag: predefiniti e personalizzati. In breve tutto ciò che non è definito (come ad esempio il pixel di facebook) è possibile crearlo con il magico tag HTML personalizzato.

 

3.1.png

 

 



 

Oltre ai Tag, parlando di Google Tag Manager avrai anche sentito di parlare di Attivatori, Variabili e Data Layer.

 

Ma cosa sono tutte queste bellissime cose?

 

Sì, lo so che a primo impatto fanno un po’ paura, non lo nego, ma proverò a spiegarti in parole povere cosa vogliono dire questi termini e soprattutto in che modo interagiscono fra di loro.



Attivatori

 

Gli Attivatori (anche se personalmente mi piace di più chiamarli Trigger, in inglese) sono delle condizioni associate a un Tag, e mi indicano quando un evento da me scelto si verifica.

Su Google Tag Manager esistono già dei tipi di attivatori. Eccoli:

  • Visualizzazione di pagina
  • Clic
  • Invio di Moduli
  • Modifica della Cronologia
  • Errore JavaScript
  • Timer

 

3.2.png

 

 



 

In realtà, per gli amici smanettoni, c’è anche la possibilità di creare degli eventi JavaScript personalizzati (li adoro).

 

Quindi, in sostanza, se la condizione dell’Attivatore si verifica, il Tag si attiva!

Hai presente il semaforo? Verde o Rosso Smiley Felice



Le variabili

 

La variabile è sono quegli oggetti che contengono dei valori Smiley Molto-felice

Ok, la spiego meglio.

Sono tutti quei dati che possono essere usati sia per i tag, sia per gli attivatori. In altre parole sono tutti i valori che servono per far funzionare gli attivatori o far funzionare correttamente i tag.

 

Ad esempio una variabile può contenere il valore che indica quando l’Attivatore deve attivarsi.

Oppure la variabile contiene il valore da passare ad un tag di analytics (esempio il nome della categorie dell’evento) oppure di AdWords (esempio il valore della transazione della conversione).

 

Anche qui esistono 2 tipi di variabili su GTM: integrate e definite dall’utente.

Qui trovi l’elenco delle variabili integrate: https://support.google.com/tagmanager/answer/7182738?hl=it&ref_topic=7182737

 

Le variabili definite dall’utente sono quelle che puoi creare e personalizzare a seconda delle tue necessità.

 

Le variabili in GTM vengono identificate con una doppia parentesi graffa. Ad esempio la variabile

{{Page URL}} identifica l’URL della pagina.

 

Data Layer o Livello Dati

 

Partiamo col dire che il data layer è il cuore di GTM. Di fatto è un contenitore che contiene dei valori che possono essere semplici o complessi. Lato tecnico è un array javascript (sì, un banale array).

 

Le variabili stesse (integrate e definite dall’utente) sono dentro al data layer.

 

Qui la definizione di google: https://support.google.com/tagmanager/answer/6164391?hl=it

Qua la mia definizione: http://www.tagmanageritalia.it/glossario-data-layer/

 

Lato pratico è il mezzo con cui GTM passa i dati tra:

  • HTML del sito web/app mobile
  • script server del sito web/app mobile
  • Tag gestiti da GTM

 

Immaginalo come un cilindro che passa le informazioni ai vari livelli (GTM, Tag di Analytics, Tag di AdWords, sito web e così via) a forma di cerchio disposti in altezza diversa.

 3.3.jpg

 

 

 

 

 

Facciamo alcuni esempi di gestione variabili e tag:

Immaginiamo di avere un sito di Hotel e vogliamo tracciare le prenotazioni. Per farlo dovremmo gestire un tag di conversione di AdWords e attivarlo all’interno della pagina di conferma della prenotazione.

In questo caso sarà necessario definire l’attivatore in modo che la variabile predefinita “url” corrisponda alla pagina specifica: {{url}} corrisponde a sito.it/booking/prenotazione-avvenuta.html

Un altro esempio può essere l’attivazione di un tag di remarketing di AdWords per gli utenti che sono loggati nell’ecommerce. A questo punto il sito web deve comunicare al data layer l’id dell’utente loggato. In base a quella variabile (personalizzata di livello dati) può quindi impostare l’attivatore che abiliterà il tag di remarketing di AdWords.

 

Alla prossima guida Smiley Felice

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Bio Matteo Zambon

​Amministratore dell’agenzia digitale In Risalto e fondatore di Tag Manager Italia, ha un’esperienza decennale come web developer senior. Ha una forte specializzazione in ambito SEM e SEO, con certificazione Google Partners e Google Analytics. Primo divulgatore italiano di Google Tag Manager e figura di riferimento nei maggiori eventi del settore. Autore del primo libro in italiano sull’argomento: Google Tag Manager per principianti